Autismo: cos’è e cosa fare

autismo

Il vivere non in solitudine consente all’uomo di confrontarsi, di migliorarsi, di crescere in armonia con se stesso e con gli altri, determinando l’evoluzione sociale dell’umanità.

Accade, tuttavia, che aldilà di questa situazione naturale, vi siano dei fenomeni per cui l’essere umano manifesti delle evidenti difficoltà nel costruire il proprio mondo relazionale, a porsi in termini di reciprocità sociale nei confronti del vasto universo di cui egli stesso è parte.

La chiusura, l’isolamento, l’incapacità di scambiarsi un gesto d’affetto o di comunicare attraverso una conversazione sono espressioni di un vero e proprio disagio.

Ma qual è la causa di tutto questo?

Probabilmente sempre più spesso oggi avrete sentito parlare di autismo. Forse siete dei genitori o degli insegnanti, preoccupati per vostro figlio o per un alunno “speciale”. Il 2 aprile di ogni anno, probabilmente avrete osservato la vostra città colorarsi di blu in occasione della “Giornata Mondiale della consapevolezza dell’Autismo”. Forse avrete guardato con interesse gli spot pubblicitari, che ci restituiscono l’immagine di un bambino con un pennarello in mano prigioniero in una bolla, in un mondo non filtrato e distaccato dalla concretezza della vita. Al centro dell’immaginario cinematografico spesso ci sono protagonisti con autismo.

Tali rappresentazioni sono realmente vicine alla quotidianità di una persona con autismo? Di cosa si tratta realmente?

Questo articolo ha lo scopo di fungere da guida, fornendo informazioni con un linguaggio il più possibile semplice ma dettagliato, su che cosa significhi avere un disturbo autistico.

Autismo: definizione

L’autismo è un disturbo del neurosviluppo che include compromissioni persistenti nell’interazione sociale e nello sviluppo di abilità linguistiche e comunicative, combinate con comportamenti rigidi e ripetitivi. Colpisce circa un bambino su 77 ed è quattro volte più comune nei maschi che nelle femmine. I sintomi dell’autismo sono evidenti nei primi anni di vita, tipicamente durante i primi tre anni e sono spesso associati ad un certo grado di ritardo mentale. Alcuni bambini mostrano segni fin dalla nascita; altri sembrano svilupparsi normalmente all’inizio, per poi scivolare improvvisamente nei sintomi tra i 18 e i 36 mesi. Il disturbo dello spettro autistico non conosce confini razziali, etnici o sociali. Il reddito familiare, lo stile di vita o i livelli di istruzione non influiscono sulla possibilità di diventare genitori di un bambino autistico. Ad oggi la ricerca non sa spiegarci cosa causa l’autismo, tuttavia gli esperti sostengono che la componente genetica gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo del disturbo. È possibile pertanto considerare l’autismo, e tutte le disfunzioni relative allo spettro, come una patologia di sviluppo su base neurologica molto spesso di origine sconosciuta. L’autismo presenta deviazioni ed anormalità in tre vasti aspetti dello sviluppo: relazioni e abilità sociali, uso del linguaggio a scopo comunicativo e sviluppo di alcune caratteristiche di comportamento che coinvolgono azioni ripetitive e insistenti verso un limitato, ma intenso campo di interesse. La ricerca scientifica ha identificato diverse opzioni terapeutiche che hanno dimostrato la propria efficacia nel migliorare l’apprendimento, la comunicazione e le abilità sociali dei bambini con autismo. Il riconoscimento precoce dei sintomi risulta pertanto fondamentale.

Cos'è l'autismo?

Per comprendere fino in fondo il cuore del disturbo autistico, è possibile partire dal riflettere sul significato del termine “autismo”.

La parola autismo deriva dal termine greco “αὐτός”, che significa “sè” e descrive una particolare condizione in cui una persona risulta del tutto “distaccata” dagli altri, in altri termini, isolata.

Dai primi anni del 1900, la parola autismo ha fatto riferimento a una serie di condizioni neuropsicologiche: il primo ad utilizzare il termine fu Eugen Bleuler, psichiatra svizzero, per riferirsi ad un gruppo di sintomi legati alla schizofrenia. Negli anni ‘40, Leo Kanner, un medico della Johns Hopkins University, lo ha usato per descrivere il comportamento ritirato di diversi bambini. Ciò a cui mirava Kanner era la costruzione di un nuovo profilo diagnostico, tuttavia l’autismo e la schizofrenia rimasero legati nella mente di molti ricercatori fino agli anni ‘60. Fu solo allora che si cominciò ad avere una comprensione distinta e più profonda dell’autismo nei bambini.

Tratti autistici

Vediamo più nel dettaglio quali sono le caratteristiche tipiche dell’autismo.

I tratti autistici possono essere raggruppati nelle seguenti categorie: linguaggio; dialogo/comunicazione; coordinazione motoria; abilità e interessi; attività ripetitive e resistenza al cambiamento; reattività sensoriale. Se vostro figlio rientra nello spettro, potrebbe mostrare alcuni dei seguenti tratti:

  • Linguaggio: esaminando la storia dell’apprendimento del linguaggio dei bambini con autismo non si ritrova un unico modello. In effetti, alcune persone con autismo non sono in grado di comunicare affatto (circa il 40%) o non sviluppano il linguaggio in maniera normale. Alcuni (tra il 25% e il 30%) sviluppano alcune abilità linguistiche durante l’infanzia, salvo poi perderle più tardi. Altri cominciano a parlare più tardi nel loro percorso evolutivo.

Talvolta, pur acquisendo le strutture grammaticali alla stessa età dei bambini normodotati, è possibile che compaia la tendenza ad utilizzare le particelle “tu” o “lui/lei” al posto di “io”;

  • Dialogo/comunicazione: un sintomo comune a tutti i tipi di autismo è l’incapacità di comunicare e interagire facilmente con gli altri e l’ambiente circostante.

In genere, a prescindere dallo sviluppo linguistico, i bambini con autismo possono avere difficoltà in tre abilità relative alla comunicazione ed interazione sociale: la reciprocità socio-emotiva, i comportamenti comunicativi non verbali e lo sviluppo, gestione e comprensione delle relazioni.

  • Reciprocità socio-emotiva. Relazionarsi con gli altri, condividere pensieri e sentimenti può risultare molto difficoltoso per persone con disturbo dello spettro autistico.

Il linguaggio viene generalmente usato per avanzare richieste.

Anche nel caso di autismo ad alto funzionamento, sebbene in generale la forma del linguaggio è normale, tendono a non esserlo i contenuti che risultano “bizzarri”. Non è raro che i bambini parlino in continuazione di un argomento preferito o ripetano innumerevoli volte la stessa frase o parola (questa tendenza viene definita ecolalia). Per questo la conversazione risulta piuttosto difficile, in quanto le persone autistiche tendono a portare il discorso unicamente sulle proprie aree di interesse e non riescono ad accettare gli scambi di conversazione, tagliando fuori gli altri dal discorso.

  • Comunicazione non verbale. I bambini con autismo hanno difficoltà ad interpretare il linguaggio del corpo, chiamato anche comunicazione non verbale, o a tenere una conversazione. Le persone con un disturbo dello spettro autistico hanno poche espressioni facciali. La loro voce è tendenzialmente uniforme e ronzante o esagerata.

A volte il modo di parlare risulta formale o pedante, gli idiomi e il dialetto non sono quasi mai utilizzati o vengono utilizzati in maniera impropria. Alcuni presentano un linguaggio logorroico o eccessivamente rapido (quando presente).

Anche la comprensione delle espressioni facciali altrui è povera o compromessa.

I gesti possono risultare goffi ed eccessivi, il contatto oculare scarso o assente.

  • Gestione e comprensione delle relazioni. Le regole che governano l’interazione sociale spesso risultano un mistero per persone con autismo.

La compromissione dell’interazione a due è forse la caratteristica più evidente delle persone con tale disturbo. I bambini con autismo non amano coccolare o esser coccolati, potrebbero non allungare le braccia per essere accolti o guidati nel camminare, quando sono arrabbiati non amano essere confortati.

Spesso ridono, piangono o manifestano angoscia per ragioni che appaiono misteriose ed inspiegabili a chi li circonda. Non prendono parte al gioco simbolico di “finzione” e non imitano i comportamenti degli altri. I bambini con autismo sono spesso impulsivi (agiscono senza pensare) e, in caso di autismo grave, possono manifestare comportamenti aggressivi, sia verso se stessi che verso gli altri.

Tuttavia sarebbe superficiale dedurre che le persone autistiche non desiderino instaurare relazioni sociali significative; è più plausibile ritenere che non sappiano come fare. Infatti, anche se i bambini con autismo sembrano totalmente immersi in un mondo proprio, in realtà è possibile che essi manifestino, soprattutto in età scolare, il desiderio di socializzare e creare delle amicizie. Rimangono però profondamente frustrati di fronte alle loro difficoltà sociali. In passato si è parlato infatti di “disturbo di empatia” o incapacità di capire le necessità e le aspettative degli altri.

In altri termini, il problema sembra essere di efficacia nell’interazione. Come conseguenza, le persone autistiche tendono a fraintendere le situazioni sociali e le loro interazioni e risposte risultano piuttosto “strane”.

Sussistono difficoltà con il linguaggio pratico e sociale, ed incapacità di riconoscere e comprendere il sarcasmo, il senso dell’humour o discorsi astratti in una conversazione.

  • Coordinazione motoria: i movimenti grosso motori (come camminare, correre, svolgere esercizio fisico) sono generalmente goffi e non coordinati. Circa il 90% non è abile nello sport. Alcuni possono avere difficoltà nella scrittura e nel disegno. Presenti anche movimenti stereotipati del corpo e degli arti, ovvero la tendenza ad eseguire sequenze invariate e costanti di specifici comportamenti (ad esempio dondolarsi, battere le mani, o saltare);
  • Abilità e interessi: molti bambini con autismo si interessano intensamente ad un oggetto o a parti di esso. Molti bambini che soffrono di disturbo dello spettro autistico, verso i tre anni, mostrano un interesse smodato verso i mezzi di trasporto, gli orari dei treni e le strade che collegano i vari posti raggiunti in macchina.

Talvolta manifestano un interesse ossessivo nei confronti degli interessi comuni dei bambini di quell’età (ad esempio cartoni animati o telefilm).

In caso di autismo ad alto funzionamento, alcuni possono interessarsi ad un argomento o informazioni specifiche (a volte a scapito degli altri), memorizzando per lungo tempo le informazioni.

In età scolare o anche prima, questi bambini mostrano un ossessivo interesse per discipline come la matematica, alcuni aspetti delle scienze, la lettura (alcuni hanno storie di iperlessia o di lettura meccanica in età precoce) o alcuni argomenti di storia o geografia. Spesso si mostrano volenterosi di apprendere tutto il possibile circa l’argomento preferito.

Col passare del tempo gli interessi possono mutare o rimanere costanti fino all’età adulta. Sono stati registrati, infatti, numerosi casi in cui la passione della fanciullezza ha costituito le basi per la carriera adulta (autismo ad alto funzionamento).

  • Attività ripetitive e resistenza al cambiamento: i bambini con autismo possono girare su se stessi o guardare cose che girano per lunghi periodi di tempo.

Spesso sono intensamente attaccati a particolari oggetti e a routine specifiche o rituali (potrebbero arrabbiarsi molto quando una routine viene cambiata, anche leggermente).

Anche le abitudini alimentari risultano molto rigide.

Anche per quanto riguarda gli aspetti lavorativi il miglior impiego per persone autistiche dovrebbe prevedere una routine molto regolare ed i collaboratori ed i datori di lavoro dovrebbero essere sensibili nei confronti delle persone un po’ “eccentriche”.

  • Reattività sensoriale: i bambini con disturbo dello spettro autistico presentano un’eccessiva sensibilità o una sotto-sensibilità al dolore.

Molti di loro non rispondono ai segnali verbali, agiscono come se fossero sordi, sebbene ai test sull’ udito presentino risultati nella norma (non è raro che i bambini con autismo non rispondano all’udire il proprio nome già a partire dai 12 mesi).

I bambini autistici presentano un’estrema sensibilità al tatto, alla luce e al suono.

Spesso possono essere molto turbati, e talvolta persino provare dolore di fronte a suoni, odori o colori che sembrano del tutto normali agli altri. Evitano o rifiutano il contatto fisico.

I bambini con disturbo dello spettro dell’autismo presenteranno sintomi per tutta la vita, ma non è escluso che possano migliorare man mano che crescono.

Autismo a scuola

I sintomi dell’autismo sono evidenti generalmente fin dai primi anni di vita.

Tuttavia, è ormai riconosciuto che alcune persone potrebbero non mostrare i sintomi fino a quando le richieste dell’ambiente non superano le loro capacità. Infatti, sebbene questi bambini potrebbero avere comportamenti normali in famiglia, i comportamenti problematici vengono evidenziati all’ingresso nella scuola materna.

Se siete insegnanti di un bambino che rientra nello spettro autistico, è possibile che abbiate osservato alcuni dei seguenti comportamenti:

  • tendenza ad evitare i rapporti sociali spontanei o a mostrare abilità di interazione molto deboli: i bambini con autismo possono organizzare i propri angoli di gioco non coinvolgendo mai i compagni, né lasciandosi coinvolgere da loro. Questi bimbi sembrano non accorgersi della presenza fisica dei coetanei o comunque non manifestano alcun interesse a ricercarne la compagnia, ad instaurare con loro rapporti sociali ed interpersonali;
  • problemi a sostenere una semplice conversazione o la tendenza ad essere ripetitivi nei dialoghi e bizzarri nelle risposte verbali;
  • preferenza per attività strutturate, rifiuto del cambiamento. Per questo, per quanto riguarda l’inserimento scolastico e l’apprendimento è importante tener presente che i bambini con un disturbo dello spettro autistico rispondono meglio quando hanno attività regolari ed organizzate;
  • difficoltà nel regolare le risposte emotivo-sociali come ira, aggressività, ansia eccessiva, iperattività;
  • tendenza a focalizzare l’attenzione su particolari oggetti o materie: spesso infatti i bambini con autismo rivolgono l’attenzione a distrattori che per loro risultano essere di interesse primario;
  • tendenza ad assumere particolari posizioni corporee a volte instabili e precarie;
  • comportamenti sociali inadeguati che sottolineano la difficoltà di interazione di questi bimbi, ad esempio conversare e cantare da soli anche durante lo svolgimento di una attività. Generalmente, non amano condividere nulla con i compagni e nel momento in cui viene sottratto un gioco potrebbero reagire anche in modo aggressivo (ad esempio urlano o picchiano). Ciò non esclude però che questi bimbi possano prendere le cose altrui senza preoccuparsi delle reazioni;
  • nel caso in cui abbiate provato a coinvolgere bambini con autismo nelle attività ludiche di gruppo, potrebbero aver mostrato il proprio dissenso non rispettandone le regole, o allontanandosi non appena siete entrati in relazione con un altro bambino;
  • propensione a seguire i propri interessi, gestendo il tempo in maniera del tutto autonoma e non mostrando attenzione a ciò che li circonda. Tale autonomia non consente a questi bimbi un’integrazione al lavoro di classe e non favorisce la nascita di piccole relazioni;
  • predilezione di soggetti inanimati come interlocutori di gioco (una bambola, le sedie) a cui potrebbero ripetere costantemente parole e frasi talvolta anche attinenti al contesto (regole scolastiche, modi di dire degli insegnanti, ecc…).

Uno degli aspetti maggiormente misteriosi dell’autismo al giorno d’oggi è che il numero di bambini con il disturbo sembra stia aumentando progressivamente. In realtà non è del tutto chiaro se tale aumento sia correlato ai cambiamenti nel modo in cui il disturbo viene diagnosticato o se si tratti di un reale aumento dell’incidenza della malattia. È importante pertanto che le istituzioni scolastiche si preparino ad accogliere un numero maggiore di studenti con tale patologia.

Tipi di autismo

Ad oggi il termine autismo viene utilizzato per indicare una condizione caratterizzata da una costellazione di sintomi. Fino a poco tempo fa, gli esperti hanno parlato di diversi tipi di autismo, come il disturbo autistico, la sindrome di Asperger, il disturbo pervasivo dello sviluppo non altrimenti specificato o il disturbo disintegrativo della fanciullezza.

A partire dal 2013, tuttavia, la nuova edizione del manuale standard di riferimento degli esperti di salute mentale, chiamato Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM 5), parla di “disturbo dello spettro dell’autismo” (ASD). Questa ampia dicitura diagnostica consente di includere un ventaglio di condizioni cliniche che in passato costituivano disturbi a sé stanti. Si pensi ad esempio alla sindrome di Asperger, condizione che gli esperti definiscono autismo “ad alto funzionamento” in quanto i sintomi sono meno gravi rispetto ad altri tipi di disturbo dello spettro autistico. Tale condizione attualmente rientra nel disturbo dello spettro dell’autismo, tuttavia non è raro che molti parlino ancora di Asperger.

Approfondimento: L'autismo nel DSM-5

Pertanto ogni individuo con diagnosi di autismo, in base alla specifica configurazione di sintomi da lui riportata, può collocarsi in un punto differente dello spettro. Lo spettro dell’autismo è davvero molto ampio e può presentarsi in modo diverso in persone diverse. È un disturbo dello sviluppo che influenza il modo in cui le persone comunicano, si comportano o interagiscono con gli altri. Non c’è un’unica causa e i sintomi possono variare da molto lievi a molto gravi. Ciò comporta che alcune persone potrebbero manifestare problemi molto evidenti ed essere cognitivamente compromesse, altre meno, altre ancora potrebbero addirittura esser capaci di vivere in modo indipendente.

Per riferirsi a quest’ultima categoria dello spettro, gli esperti parlano di “autismo ad alto funzionamento”: non si tratta di una diagnosi medica ufficiale, si tratta piuttosto di

un’ espressione informale riferita a persone con un disturbo dello spettro autistico che possono parlare, leggere, scrivere e gestire le abilità di base della vita quotidiana come mangiare, vestirsi e vivere in modo indipendente.

In generale, in base a quanto gravi siano i sintomi, è possibile distinguere tre livelli di gravità.

Per approfondire gli aspetti diagnostici e i livelli di gravità dello spettro clicca qui.

Quali condizioni possono essere considerate disturbi dello spettro? Ecco una breve panoramica:

  • Sindrome di Asperger: è considerata la sfumatura più mite dello spettro autistico. Una persona con Asperger può essere molto intelligente ed essere in grado di gestire la propria vita quotidiana. Potrebbe essere molto concentrata su argomenti che la interessano particolarmente e discuterne senza sosta. La sfera sociale è sicuramente quella maggiormente difficoltosa per queste persone;
  • Disturbo Pervasivo dello Sviluppo Non Altrimenti Specificato: questa diagnosi comprendeva quel segmento dello spettro costituito dalla maggior parte dei bambini il cui autismo era più grave della sindrome di Asperger, ma non così grave come il disturbo artistico;
  • Disturbo Autistico: si tratta del termine più antico, include gli stessi tipi di sintomi della sindrome di Asperger e del disturbo pervasivo dello sviluppo, ma ad un livello più intenso;
  • Disturbo Disintegrativo della Fanciullezza: include quella parte dello spettro maggiormente compromessa. Questa diagnosi descriveva quei bambini che seguono uno sviluppo evolutivo normale ma che poi perdono rapidamente molte abilità sociali, linguistiche e mentali, di solito tra i 2 e i 4 anni. Spesso questi bambini sviluppano anche un disturbo convulsivo;
  • la Sindrome di Rett può essere considerata nello spettro dell’autismo?I bambini con sindrome di Rett hanno spesso comportamenti simili a quelli di bambini con autismo, e gli esperti in passato hanno considerato tale sindrome tra i disturbi dello spettro. Tuttavia da quando è noto che la sindrome di Rett è dovuta ad una mutazione genetica, non è più considerata all’interno dello spettro.

Condizioni simili all'autismo

Alla luce di quanto emerso fino ad ora, è possibile considerare l’autismo come un continuum, all’interno del quale ogni persona, in base alle proprie manifestazioni cliniche può collocarsi. Alcune persone autistiche possono presentare sintomi così lievi da passare inosservati. Altri possono manifestare invece sintomi abbastanza gravi, tali da avere un impatto molto più deflagrante nella loro vita.

Alcuni sintomi dell’autismo sono simili a quelli di altre condizioni. Di conseguenza, alcune di queste condizioni potrebbero essere confuse con l’autismo. Questo di fatto rappresenta un problema, in quanto intraprendere interventi specifici per l’autismo in assenza di un disturbo dello spettro, probabilmente non sarà di aiuto.

Qui di seguito troverete un elenco di possibili condizioni che possono essere confuse con l’autismo:

  • Ritardi nello sviluppo del linguaggio, problemi di udito o altri ritardi dello sviluppo: in generale si parla di ritardi nello sviluppo, ogniqualvolta un bambino non segue le tappe evolutive tipiche in una determinata area di sviluppo. I ritardi nello sviluppo possono riguardare il linguaggio, l’udito, lo sviluppo motorio, ma anche le abilità sociali, il pensiero astratto. Non necessariamente i ritardi nello sviluppo sono dovuti ad autismo, si pensi ad esempio alla Sindrome di Down, o ai ritardi ad eziologia sconosciuta.
  • Interessi ristretti: i bambini con autismo a volte sono molto interessati a particolari attività, oggetti, o parti di essi (pensate alle mappe o ai ventilatori appesi al soffitto). Il loro interesse, talvolta, potrebbe persino sembrare ossessivo. Tuttavia il fatto che un bambino o un adulto presenti un limitato campo di interesse, non vuol dire necessariamente che rientri nello spettro autistico. In tal caso è necessario valutare la presenza di altri sintomi tipici dell’autismo, ad esempio difficoltà nelle interazioni sociali.
  • Leggere precocemente o spiccata intelligenza: I bambini che imparano a leggere in tenera età o mostrano altri segni di alta intelligenza a volte vengono scambiati per bambini con autismo ad alto funzionamento. Questo talvolta può essere vero per i bambini con storia di iperlessia (ovvero quando un bambino impara a leggere molto presto o mostra altri segni di spiccata intelligenza, ma può presentare difficoltà ad esempio nel comunicare con gli altri). Se è vero che i bambini con iperlessia potrebbero avere l’autismo, è necessario ricordare che le condizioni non sempre vanno di pari passo.
  • Problemi di elaborazione sensoriale: alcuni bambini sono molto sensibili alla luce, al suono o al tatto. Cose come essere abbracciati o sentire forti rumori possono turbarli particolarmente o determinare una forte chiusura verso gli altri e il mondo esterno. Un bambino con autismo potrebbe mostrare queste caratteristiche, ma anche in questo caso, è necessario siano presenti altri sintomi tipici dello spettro.
  • Disturbi psicologici: alcuni disturbi psicologici possono causare comportamenti ossessivi, problemi con il linguaggio, con la comunicazione e altri problemi che possono sembrare tipici dell’autismo, ma non lo sono.

Ecco alcuni esempi:

  • Disturbo evitante di personalità
  • Disturbo ossessivo-compulsivo (OCD)
  • Disturbo socio-pragmatico comunicativo
  • Schizofrenia (raramente nei bambini).
  • Disturbi genetici: mentre alcuni disturbi genetici possono presentarsi in concomitanza di un disturbo dello spettro autistico (pensate ad esempio alla sindrome di Down o alla sclerosi tuberosa), altri invece possono essere confusi con l’autismo stesso. Studi recenti hanno rilevato che circa il 50% dei bambini con un disturbo genetico chiamato sindrome da delezione 22q11.2, ha in realtà ricevuto erroneamente diagnosi di autismo. Questo perché molti dei sintomi della sindrome da delezione 22q11.2, compreso ad esempio lo sviluppo ritardato del linguaggio, possono esser presenti anche nello spettro autistico.

Autismo: test

Non esiste un test per l’autismo specifico, ma diversi approfondimenti medici possono essere utili per escludere la perdita dell’udito, difficoltà del linguaggio, o problemi dello sviluppo non correlati all’autismo. I genitori potrebbero dover rispondere ad un elenco di domande per un primo screening, in modo da valutare il comportamento del bambino e le sue capacità comunicative. In questo sito puoi trovare un elenco di test raccomandati per la diagnosi dello spettro.

Secondo la letteratura scientifica, cominciare precocemente interventi mirati ed efficaci, idealmente prima dei tre anni, può migliorare notevolmente lo sviluppo del bambino.

Per questo riconoscere i segni e i sintomi dello spettro autistico è di fondamentale importanza, in quanto più il trattamento è precoce, più quest’ultimo risulterà efficace.

Cause e fattori di rischio per l'autismo

Al momento non si conoscono esattamente quali siano le cause dell’autismo, tuttavia la ricerca è chiara: i vaccini non causano l’autismo.

Diversi studi hanno cercato correlazioni significative tra vaccini e sviluppo dello spettro autistico, ma nessuno ha riscontrato evidenze a sostegno di questa ipotesi.


Autismo e vaccino MMR o 'trivalente'

Il controverso dibattito iniziò nel 1998, quando alcuni ricercatori britannici pubblicarono un articolo in cui si affermava che il vaccino contro il morbillo - parotite - rosolia (MMR) fosse la causa sottostante l’autismo. Di fatto lo studio aveva preso in considerazione solamente 12 bambini, ma nonostante ciò ebbe un’eco notevole nel mondo scientifico e non solo. Contemporaneamente, si assisteva ad un rapido aumento del numero di bambini diagnosticati con tale condizione.

La vasta risonanza mediatica che aveva ricevuto lo studio britannico, spinse diversi altri ricercatori ad indagare il legame tra il vaccino MMR e l’autismo. Nonostante i numerosi studi, non è stata apportata alcuna prova a sostegno del fatto che il vaccino sia la causa dell’autismo.

Inoltre, una successiva inchiesta sullo studio del 1998 ha rivelato una serie di errori di carattere metodologico rispetto al modo in cui fu condotto lo studio. Le conclusioni a cui giunse lo studio furono ritrattate dagli stessi autori.


Autismo e thimerosal

A distanza di circa un anno dalla pubblicazione dello studio britannico, i timori su un possibile legame tra autismo e vaccini non sono scomparsi del tutto.

Infatti, un altro falso mito sulle possibili cause dell’autismo è rappresentato dal thimerosal, ovvero un conservante utilizzato per prevenire la crescita di funghi e batteri nei vaccini.

Sono stati condotti diversi studi che hanno confrontato gruppi di bambini che avevano ricevuto vaccinazioni contenenti thimerosal con bambini vaccinati senza thimerosal.

Non ci sono evidenze scientifiche secondo cui le piccole quantità utilizzate nei medicinali abbiano potuto causare danni neurologici (inclusa la diagnosi di autismo).

In via precauzionale, e su sollecitazione dell’American Academy of Pediatrics, il thimerosal è stato comunque rimosso dalle preparazioni vaccinali disponibili per l’età pediatrica.


Autismo e vaccini combinati

I ricercatori si sono spinti oltre le ipotesi di ricerca precedenti, valutando la possibilità che il carico di vaccini richiesti entro i 24 mesi di vita possa essere eccessivo e quindi in qualche modo causare l’autismo.

Sono stati condotti diversi studi che hanno confrontato gruppi di bambini che hanno ricevuto vaccinazioni secondo il calendario vaccinale raccomandato e gruppi le cui vaccinazioni sono state maggiormente dilazionate nel tempo o non eseguite. Non è stata rilevata alcuna differenza nel tasso di diagnosi di autismo tra i diversi gruppi.

Nel 2004, l’ Immunization Safety Review Committee of the Institute of Medicine ha pubblicato un rapporto sull’argomento. Sono stati esaminati tutti gli studi sui vaccini e sull’autismo, sia pubblicati che non pubblicati. È stato quindi stilato un rapporto di circa 200 pagine in cui si dichiara che non esistono evidenze scientifiche a supporto di un legame tra vaccini e autismo.

L’ipotesi più accreditata dal panorama scientifico è che l’autismo sia una malattia multifattoriale, in cui intervengono diverse variabili. I geni sembrano giocare un ruolo chiave nello sviluppo del disturbo, ma è necessario considerare anche le interazioni tra geni e fattori ambientali e altre variabili di carattere biologico.

Prevenzione

Ad oggi gli esperti non sanno quale sia la causa dell’autismo, ma la ricerca suggerisce che i geni giochino un ruolo fondamentale nello sviluppo del disturbo.Tuttavia, non ci sono strumenti che consentano di scoprire, durante la gravidanza, se il vostro bambino svilupperà o meno un disturbo dello spettro autistico.Pur non potendo prevedere ed evitare lo sviluppo del disturbo autistico, potete coltivare il benessere psicofisico del vostro bambino attraverso piccoli accorgimenti  nel proprio stile di vita:

  • Seguite uno stile di vita sano. Assicuratevi di avere una buona assistenza prenatale, seguite controlli regolari, cercate di mangiare pasti ben bilanciati.  Se necessario, assumete tutte le vitamine e gli integratori necessari;
  • Evitate l’alcol. Provate a dire "no" a quel bicchiere di vino (o a qualsiasi tipo di bevanda alcolica ) mentre siete in dolce attesa;
  • Cercate un trattamento per le condizioni di salute pre-esistenti. Se ad esempio vi è stata diagnosticata la celiachia, seguite i consigli del medico per tenerla sotto controllo;
  • Farsi vaccinare. Assicuratevi di aver ricevuto il vaccino contro il morbillo tedesco (rosolia) prima di intraprendere una gravidanza. Il vaccino può prevenire l’autismo associato alla rosolia.

Autismo: cosa fare

Se in qualità di genitori sospettate che vostro figlio possa rientrare nello spettro autistico, in tal caso è necessario rivolgersi al vostro pediatra di fiducia, per escludere problemi di natura organica. Esclusa questa possibile ipotesi, il passo successivo consiste nel rivolgersi ad una equipe medica specializzata per una valutazione più approfondita.

Se a seguito di una valutazione esaustiva di uno specialista o di una equipe specializzata viene accertata la diagnosi dello spettro autistico, vi chiederete quale possa essere il programma di intervento migliore per vostro figlio.

Non esistono terapie miracolose che consentono di guarire dall’autismo, ma interventi mirati ed efficaci possono migliorare in modo significativo le aree compromesse.

È  possibile che vi sentiate disorientati di fronte all’ampia varietà dell’offerta di trattamenti. In realtà questo non dovrebbe stupirci: il trattamento deve essere strettamente finalizzato a soddisfare i bisogni specifici di ogni bambino. Trattandosi di un disturbo dello spettro, i bisogni specifici di bambini con manifestazioni cliniche così eterogenee (da lievi a gravi) risultano diversi gli uni dagli altri. Ogni bambino con questo disturbo è un individuo unico ed irripetibile. Questo spiega il ventaglio di trattamenti a cui è possibile attingere.

I trattamenti dell’autismo includono diversi tipi di terapie per migliorare il comportamento e lo sviluppo del linguaggio e, a volte, anche farmaci per gestire qualsiasi condizione medica correlata all’autismo.

Tutti i trattamenti disponibili hanno come principali obiettivi la riduzione dei sintomi e il sostegno all’apprendimento e allo sviluppo.

In generale è possibile distinguere quattro categorie di trattamenti:

  • Trattamenti comportamentali e specifici per la comunicazione;
  • Terapia dietetica e farmacologica;
  • Terapia occupazionale;
  • Trattamenti complementari (ad esempio musicoterapia o arte terapia).

Trattamenti comportamentali e specifici per la comunicazione

Il trattamento principale per l’autismo include programmi che affrontano diverse aree cruciali. Queste aree sono il comportamento, la comunicazione, l’integrazione sensoriale e lo sviluppo delle abilità sociali. Affrontare queste aree richiede uno stretto coordinamento tra genitori, insegnanti, insegnanti di sostegno e professionisti della salute mentale.

Applied Behavior Analysis (ABA)

L’ABA viene spesso utilizzato, nelle scuole e non solo, per aiutare i bambini ad imparare comportamenti positivi, ovvero considerati adatti da un punto di vista evolutivo, e a ridurre quelli negativi. Questo approccio può essere utilizzato per migliorare un’ampia gamma di abilità per diverse situazioni ed è possibile distinguere diversi rami, tra cui:

  • Discrete Trial Training (DTT): o insegnamento per prove discrete, basato su lezioni semplici e rinforzi positivi (un rinforzo positivo è un qualsiasi evento che conservi o aumenti la probabilità che la risposta cui esso fa seguito si ripeta in futuro);
  • Pivotal response training (PRT): utilizzato per supportare ed incrementare la motivazione ad apprendere e a comunicare;
  • Early intensive behavioral intervention (EIBI): o intervento comportamentale intensivo precoce, è l’ideale per i bambini di età inferiore ai 5 anni;
  • Verbal Behavior Intervention (VBI): questo trattamento si concentra sulle abilità linguistiche.

  • Developmental, Individual Differences, Relationship-Based Approach (DIR)

    Meglio conosciuto come Floortime. Questo trattamento infatti vi coinvolgerà nel giocare con il vostro bambino, svolgendo insieme le attività che più gli piacciono. Principale obiettivo è quello di sostenere la crescita emotiva e intellettuale, aiutandolo ad apprendere le abilità relative alla comunicazione e alle emozioni.

    Treatment and Education of Autistic and Related Communication Handicapped Children

    (Trattamento ed Educazione dei Bambini Autistici e con Disturbi Correlati della Comunicazione). Questo trattamento utilizza segnali visivi ed immagini per aiutare il bambino ad apprendere abilità quotidiane come ad esempio vestirsi. Le informazioni sono suddivise in piccoli passaggi in modo tale che l’apprendimento risulti facilitato.

    Picture Communication Communication System (PECS)

    Si tratta di un altro trattamento basato sulla stimolazione visiva, tuttavia utilizza principalmente simboli anziché immagini. In questo modo, il vostro bambino imparerà a fare domande e comunicare attraverso simboli speciali.

    Terapia di integrazione sensoriale

    Se il vostro bambino è facilmente turbato da stimoli sensoriali come luci, certi suoni o la sensazione di essere toccato, questa terapia può aiutarlo ad imparare a gestire informazioni di tipo sensoriale.

    Terapia farmacologica

    Attualmente non esiste una cura per il disturbo dello spettro autistico e non ci sono farmaci per curarlo.  Tuttavia alcuni farmaci possono risultare utili per diversi sintomi correlati come depressione, convulsioni, insonnia e problemi di concentrazione. Gli studi hanno dimostrato che il farmaco è più efficace quando è combinato con terapie comportamentali. Il risperidone (nome commerciale Risperdal) è l’unico farmaco approvato dalla FDA (Agenzia per gli Alimenti e i Medicinali) per i bambini con disturbo dello spettro autistico. Può essere prescritto per bambini tra i 5 e i 16 anni, soprattutto come supporto contro l’irritabilità.In determinati casi è possibile che i medici prescrivano altri tipi di farmaco, inclusi gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), i farmaci contro l’ansia o gli stimolanti, ma non sono approvati dalla FDA per il disturbo dello spettro autistico.Contattate il medico di vostro figlio per valutare se ci sono farmaci idonei ai suoi sintomi.

    Terapia dietetica

    Gli esperti non raccomandano alcuna dieta specifica per i bambini con disturbo dello spettro autistico, tuttavia risulta utile seguire una corretta alimentazione. A volte i bambini con autismo limitano l’assunzione di cibo o i genitori cercano di eliminare alcuni complessi proteici come il glutine per valutare se questo comporti un miglioramento dei sintomi.In realtà, non vi è alcuna ricerca scientifica che abbia dimostrato che la rimozione di glutine o di caseina (proteine nel grano e prodotti a base di latte) dalla dieta sia un trattamento utile per l’autismo. Al contrario, limitare gli alimenti come i latticini può impedire un corretto sviluppo delle ossa.I bambini con disturbo dello spettro autistico, infatti, tendono ad avere ossa più sottili rispetto ai bambini con sviluppo normotipico, pertanto gli alimenti per la costituzione delle ossa sono importanti. Se siete interessati ad una terapia dietetica, contattate un nutrizionista o un dietologo registrato per sviluppare un piano alimentare sano.

    Alcune evidenze scientifiche, invece, dimostrano che le persone con autismo possono avere alcune carenze di vitamine e di minerali. Queste carenze non causano disturbi dello spettro autistico. Tuttavia seguire adeguati consigli alimentari potrebbe essere importante. La vitamina B e il magnesio sono gli integratori più frequentemente consigliati per le persone con autismo. I cambiamenti nella dieta possono costituire un aiuto per alcuni sintomi dell’autismo. Le allergie alimentari, ad esempio, potrebbero inasprire i problemi del comportamento. Rimuovere l’allergene dalla dieta può migliorare e ridurre i problemi comportamentali.

    Terapia occupazionale

    Questo tipo di trattamento aiuta il bambino ad apprendere abilità di vita quotidiana come nutrirsi, vestirsi, lavarsi e capire come relazionarsi con altre persone. Le abilità che impara hanno lo scopo di renderlo il più possibile autonomo.

    Trattamenti complementari

    Per alcune persone con autismo, questi trattamenti possono essere utili per incrementare le abilità di apprendimento e comunicazione. Le terapie complementari includono musicoterapia, arte terapia, terapia con animali, come ad esempio equitazione o in alcuni casi nuoto con i delfini.

    Suggerimenti per i genitori di bambini con autismo

    In quanto genitori, è possibile che siate preoccupati per il futuro di vostro figlio, ancor di più se presenta un disturbo dello spettro autistico.

    Oltre alle cure mediche e alle terapie a cui potete allinearvi per aiutare vostro figlio, ci sono cose semplici e quotidiane che possono fare la differenza.

    1. Concentratevi sul positivo. Proprio come chiunque altro, i bambini con disturbo dello spettro autistico spesso rispondono bene ai rinforzi positivi. Pertanto, quando li elogiate per comportamenti che stanno eseguendo al meglio, si sentiranno gratificati.

    Cercate di essere specifici, in modo che sappiano esattamente cosa vi è piaciuto del loro comportamento. Pensate ai modi più disparati per gratificarli, sia con del tempo di gioco in più o con un piccolo premio come un adesivo.

    Inoltre, come fareste con chiunque, nello spettro o meno, cercate di comprendere e gratificare vostro figlio per quello che è.

    1. Restate coerenti. Le persone con autismo amano molto le routine. Assicuratevi che nel corso delle loro interazioni ricevano una guida costante e coerente, in modo che possano mettere in pratica ciò che apprendono (soprattutto se seguono delle terapie).

    Ciò può facilitare l’apprendimento di nuove abilità e comportamenti, ed aiutarli ad applicare le loro conoscenze in diverse situazioni. Parlate con i loro insegnanti e terapeuti, cercate di concordare un insieme coerente di tecniche e metodi di interazione, in modo da poter portare a casa ciò che stanno imparando.

    1. Giocate insieme. Condividere attività divertenti, e non limitarsi a seguire pedissequamente le istruzioni previste dalle terapie, può aiutare il bambino ad aprirsi e ad entrare in sintonia con voi.

    1. Concedetegli tempo. Probabilmente avrete provato molte tecniche, trattamenti e approcci diversi nel tentativo di scoprire cosa sia meglio per vostro figlio. Cercate di restare positivi e di non scoraggiarvi se non c’è una risposta positiva immediata ad un metodo in particolare.

    1. Uscite insieme per sbrigare faccende quotidiane. Se il comportamento del vostro bambino è spesso imprevedibile, potreste sentirvi più sicuri nel non esporlo a determinate situazioni. In realtà, il condividere anche semplici commissioni quotidiane come fare la spesa o andare in un ufficio postale, può aiutarlo molto ad abituarsi al mondo che lo circonda.

    1. Cercate un supporto. Il supporto di altre famiglie, professionisti e amici può essere di grande aiuto (pensate anche a piattaforme sociali che consentono di entrare in contatto con persone lontane). I gruppi di sostegno possono essere un buon modo per condividere consigli e informazioni, e per incontrare altri genitori che affrontano simili sfide. Anche le consulenze individuali, coniugali o familiari possono essere utili. Pensate a cosa potrebbe rendere la vostra vita un po' più semplice e non esitate a chiedere aiuto.

    1. Prevedete una tregua. Cercate qualcuno che possa aiutarvi nel prendersi cura di vostro figlio, anche per un breve arco di tempo nel corso della giornata. Concedervi una breve pausa può esservi molto di aiuto, soprattutto se vostro figlio presenta intense esigenze assistenziali e non solo dovute all’autismo. Questo può darvi la possibilità di fare cose che vi piacciono, di rinvigorire le vostre forze fisiche e mentali e di tornare a casa pronti per affrontare le sfide della quotidianità.

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