Quali sono le cause della timidezza?

cause timidezza

Viviamo in una società che ha esaltato molto il fascino di alcune caratteristiche di personalità come l'estroversione, a scapito di altre. La timidezza è un tratto molto comune, una caratteristica e non un difetto. Come avere i capelli di un colore piuttosto che di un altro.

Iniziamo col dire che la timidezza non è una malattia. Non è citata né dall'Organizzazione Mondiale della Sanità né dall'Associazione Psichiatrica Americana.

La timidezza è un insieme di emozioni, sentimenti, atteggiamenti e comportamenti che solo a volte - possono diventare un problema di interesse clinico. Nella maggior parte dei casi è una delle tante caratteristiche che rappresentano le differenze individuali tra le persone.

Si badi bene che non esiste la persona timida. Esiste al contrario la persona che mostra emozioni, sentimenti e comportamenti che siamo abituati a etichettare con il termine 'timidezza'. Questa dichiarazione non vuole essere una retorica arida e intellettuale. Infatti sono solo alcuni pensieri, emozioni e comportamenti che possono essere caratterizzati da timidezza. Non la persona nella sua interezza.

Una domanda che mi sono sentito fare spesso è quali sono le cause della timidezza - solitamente da chi non la vive bene. Bisogna differenziare normali aspetti di timidezza del carattere, da problemi come la fobia sociale che sono d'interesse clinico.

TIMIDEZZA: CAUSE

Sono molte le cause della timidezza. Possono soprattutto essere diverse per differenti persone. Se dovessimo semplificare potresti ritrovare le cause della tua timidezza in parte nei tuoi geni e in parte nelle tue esperienze.

cause della timidezza

Timidezza e genetica

I tuoi geni definiscono alcune caratteristiche di personalità. Solitamente si parla di temperamento per indicare quella parte biologicamente determinata della personalità. Sono caratteristiche che derivano da come funzionano alcuni meccanismi del tuo cervello.

Alcuni studi si sono chiesti quali fossero le cause della timidezza nei bambini. Per rispondere a questa domanda i ricercatori hanno formulato dei modelli statistici in cui analizzano la variabilità della timidezza tra gemelli omozigoti (100% DNA in comune) e dizigoti (50% del DNA in comune) e anche di gemelli cresciuti nella stessa famiglia (ambiente familiare uguale) e dati in adozione (ambiente familiare differente).

Chi ha applicato questi modelli alla timidezza ha concluso che il peso della genetica è circa del 30%. Le persone timide tendono ad avere figli timidi, ma entra in gioco anche l'apprendimento. Sono numeri da considerarsi, comunque, non conclusivi e certi.

Ad esempio, c'è una struttura all'interno del cervello di nome amigdala. Il suo ruolo è attivarsi per segnalare pericoli e lo fa attivandoti a livello emotivo.

C'è chi ha una lingua molto sensibile al piccante e chi invece può mangiare peperoncini interi di seguito. Allo stesso modo ci sono persone che in situazioni nuove o poco familiari, reagiscono emotivamente e altre no. Se sei più reattivo a queste situazioni puoi reagire con ansia e paura, inibendoti e bloccandoti.

Timidezza e apprendimento

Altre cause della timidezza le puoi trovare nelle tue esperienze. Solitamente si dividono due tipi di apprendimento: per esperienza diretta o per osservazione.

Un'esperienza diretta può essere dato dalla qualità della relazione con tua madre o con chi si prendeva cura di te nei primi anni di vita. In psicologia lo chiamiamo attaccamento ed è in grado di rendere una persona sicura oppure socialmente inibita.

Un altro fattore può essere lo stile con cui i tuoi genitori ti hanno educato. Stili negativi, orientati ad una frequente critica possono produrre timidezza nei figli. Il polo opposto invece è rappresentato da uno stile iperprotettivo. In molti casi, soprattutto al giorno d'oggi, i genitori ma più frequentemente la madre sono troppo protettivi. Un eccesso di protezione non permette ai bambini di fare esperienza e maturare attraverso gli errori e i problemi fisiologici di infanzia e adolescenza. Per ultimo anche uno stile perfezionista, di genitori spesso perfezionisti essi stessi, rischia di mettere troppe pressioni. Dopotutto nessuno può eccellere in ogni campo e se gli errori in casa sono drammi un bambino può imparare che l'immobilità li previene.

L'apprendimento della timidezza per osservazione potrebbe includere un genitore timido che ti ha fatto da modello per anni. Forse hai un genitore oppure sei cresciuto con una persona timida, che ti ha fatto da modello. Osservandola puoi aver appreso quel modo di comportarti e di reagire, a livello inconsapevole .

Potresti aver avuto un'educazione rigida che puntava a punire gli errori invece di premiare i tentativi. Oppure qualche brutta esperienza ti ha 'scottato' da piccolo. Forse a scuola hai visto le reazioni di imbarazzo o anche paura in altri bambini con cui ti sei identificato.

Fattori di mentenimento della timidezza

Quello che forse è più interessante è analizzare quelli che sono i fattori che mantengono la timidezza oggi. Solitamente, troviamo da un lato degli aspetti cognitivi. Delle credenze riguardo a cosa succederà in alcune circostanze come: 'farò una figuraccia', 'anche se non lo ammettono mi prendono in giro a lavoro' oppure 'se faccio quella cosa tutti mi criticheranno', ecc.

L'altro aspetto che entra in gioco è quello comportamentale. Pensieri come quelli citati sopra, portano di solito a evitare alcune situazioni ed è proprio questo evitamento che permette ai pensieri e alla timidezza di sopravvivere. Se eviti di affrontare situazioni imbarazzanti o che ti mettono a tuo agio non ti abituerai mai e non svilupperai mai le competenze per affrontarle.

Un altro problema è che puoi incorrere nella profezia che si auto-avvera. Se pensi che i colleghi ti prendano in giro potresti iniziare a evitarli, dopo anni che lavori assieme a delle persone con cui sei sempre stato freddo e schivo alcuni potrebbero effettivamente iniziare a fare battutine e a considerarti 'strano'.

A complicare le cose, le persone che ti vedono in difficoltà possono cercare di metterti a tuo agio e di coinvolgerti. Questo diventa un vantaggio secondario del comportarsi con modalità timide. A livello inconsapevole, impari che mostrandoti indifeso gli altri ti aiutano e ti mettono a tuo agio. Purtroppo in alcuni casi, magari sul lavoro coi superiori, può avere l'effetto opposto.

Questo articolo ti ha chiarito alcuni meccanismi dietro alla tua timidezza? Se il problema ti provoca un forte disagio e ti rende difficili alcuni ambiti della tua vita come il lavoro o la vita sociale potrebbe trattarsi di fobia sociale.


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Author: Francesco Sanavio

Psicologo laureato all’Università San Raffaele di Milano, ha trascorso un anno all’estero con una borsa di studio presso l’Università Autonoma di Barcellona. Dopo la laurea, è stato all’Istituto Beck di Roma dove si è occupato di Mindfulness e in seguito, presso il Bio Behavioral Institute di New York. Attualmente lavora presso ITC e il SAP della Facoltà di Psicologia, è consulente per la ULSS 6 e collabora in progetti di ricerca con la Sigmund Freud University di Milano.

  • Adrian ha detto:

    Lo so perché anche io sono timido,ed è molto difficile vivere, adesso mi sto curando con una psicoterapeuta ma……… non lo so

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