Disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione: sintomi, cause e cura

depersonalizzazione

Il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione è caratterizzato dalla sensazione di sentirsi vuoto e distaccato dal proprio corpo, oppure che l'ambiente attorno a te non sia reale. Puoi avere la sensazione di osservarti dall'esterno, di essere anestetizzato o di non percepire più il tempo e lo spazio.

I sintomi di depersonalizzazione e derealizzazione possono essere molto disturbanti. Potresti sentirti come se fossi in un sogno.

Cos'è il disturbo da depersonalizzazione derealizzazione

Molte persone provano alcune esperienze di depresonalizzazione e derealizzazione a un certo punto della loro vita. Quando queste sensazioni, però, diventano ricorrenti oppure non se ne vanno più via si parla disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione.

Il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione può essere grave e interferire con le relazioni, il lavoro e altre attività quotidiane. Il trattamento principale per il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione è la psicoterapia, anche se vengono a volte utilizzati degli psicofarmaci.

Non bisogna però pensare che i sintomi di depersonalizzazione e derealizzazione siano necessariamente esperienze patologiche e anormali. Sono difatti sintomi piuttosto comuni. Circa una persona su due sperimenta nell'arco della vita fa esperienza di sintomi di depersonalizzazione - sentirsi dissociati da sé stessi - oppure sintomi di derealizzazione - sentirsi dissociati dall'ambiente.

Queste sensazioni sono più comune in alcune circostanze come:

  • esperienze di estremo pericolo (come incidenti in auto che potrebbero risultare letali)
  • effetto di alcune droghe (come la marijuana, gli allucinogeni, la ketamina o l'ecstasy)
  • momenti di grande stanchezza
  • deprivazione di sonno oppure di stimoli sensoriali (ad esempio, in un ricovero in ospedale)

Le esperienze di depersonalizzazione e derealizzazione possono anche essere dei sintomi di altri problemi psicologici come gli attacchi di panico. Possono manifestarsi anche in conseguenza di alcuni problemi fisici.
Perché si possa parlare di disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione bisogna che:

  • la depersonalizzazione e la derealizzazione si presentino spontaneamente (non per l'uso di sostanze o un altro disturbo);
  • la depersonalizzazione e la derealizzazione siano persistenti o ricerrenti;
  • i sintomi provochino disagio e rendano difficile un normale funzionamento a casa o a lavoro.

Il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione colpisce circa il 2% della popolazione. Uomini e donne in ugual misura.

Sintomi del disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione

I sintomi possono essere innescati da forti stress - come ad esempio, problemi relazionali, finanziari o al lavoro. Oppure possono nascere da altri problemi di depressione, ansia o dall'uso di sostanze stupefacenti. Nel 25% fino al 50% dei casi le fonti di stress sono minori oppure non identificabili.

Il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione può incominciare in maniera graduale oppure all'improvviso. Possono presentarsi a episodi oppure essere sempre presenti in maniera cronica. Solitamente all'inizio sono più episodici e poi tende a diventare cronico. Gli episodi invece, possono durare solo ore o giorni ma anche settimane e mesi.

Anche se i sintomi sono sempre presenti tendono ad avere un andamento ciclico. Possono essere più o meno forti a seconda dei periodi e dello stress. Se il disturbo è grave possono essere sempre presenti con la stessa intensità anche per anni o decenni.

Depersonalizzazione: sintomi

  • Sensazione di essere distaccato dal proprio corpo, dalla mente o dalle sensazioni
  • Perdita di familiarità con le proprie emozioni (ad es., non reagire più a persone care e mettere in dubbio i propri sentimenti)
  • Sentirsi irreali, come un automa o all'interno di un sogno
  • Percezione di non avere il controllo di quello che si dice o delle proprie azioni
  • Intorpidimento di emozioni e sensazioni fisiche
  • Sentirsi come uno 'zombie' o un 'morto che cammina'
  • Avere la sensazione di osservarsi dall'esterno
  • Sensazione di aver perso qualcosa o non essere più se stessi

Derealizzazione: sintomi

  • Sensazione di essere distaccato dall'ambiente esterno (persone e oggetti)
  • Sensazione che il mondo sia irreale
  • Percezione di osservare tutto 'da una bolla', attraverso un vetro oppure nella nebbia
  • Perdita della percezione del tempo e dello spazio (ad esempio, alcuni eventi successi pochi minuti fa sembrano ricordi lontani)
  • Percezione che il tempo passi velocemente o lentamente
  • Sensazione che il mondo sia morto, artificiale e privo di colori
  • Percezione che il mondo e gli oggetti siano distorti, sfocati, inusuali o piatti
  • Perdita del senso di familiarità con gli oggetti comuni
  • Percezione che i suoni o le luci siano più forti o deboli

I sintomi di depersonalizzazione e derealizzazione sono quasi sempre fonte di sofferenza e disagio. Alcune persone li trovano intollerabili. Spesso sono associati ad ansia e depressione. Una preoccupazione comune è che derivino da danni irreparabili al cervello - questo può diventare una vera e propria ossessione.

In alcuni casi possono incominciare delle ossessioni filosofiche ed esistenziali. C'é chi mette addirittura in dubbio di esistere.

Lo stress, la depressione, l'ansia, un ambiente pieno di stimoli e la mancanza di sonno possono peggiorare questi sintomi.

Mole persone spesso hanno difficoltà a descrivere i loro sintomi. Possono avere paura di essere sul punto di impazzire. Comunque rimangono sempre consapevoli che queste esperienze dissociative non sono reali. Questa è la differenza fondamentale tra il disturbo di depresonalizzazione/derealizzazione e un disturbo psicotico.

I termini e le parole usate per descrivere le sensazioni di depersonalizzazione e derealizzazione sono sempre usate in modo metaforico o per fare delle similitudini.

Quiz: hai i sintomi della depersonalizzazione?

Prova a rispondere alle seguenti domande. Se rispondi di sì a metà di queste domande, è possibile che tu soffra del disturbo da depersonalizzazione.

Comunque, per esserne sicuri, è importante che tu chieda una consulenza con un professionista di salute mentale che abbia un po’ di esperienza nel DPD e altri disturbi dissociativi. Questo questionario non ha valore diagnostico.

  1. Ti senti vuoto dentro?
  2. Ti senti come se avessi perso il tuo senso di sé?
  3. Ti senti come se ti stessi osservando dall’esterno, guardando all’interno?
  4. Ti senti come un robot?
  5. Sei insensibile, incapace di provare emozioni, anche se sai che cosa dovresti provare?
  6. Descriveresti la tua esperienza come la vita di un ‘morto vivente’?
  7. Il mondo attorno a te ti sembra strano, come se non lo percepissi allo stesso modo degli altri?
  8. Il tuo corpo e la tua mente ti sembrano disconnessi?
  9. Tutto attorno a te ti sembra nebbioso e irreale?
  10. Stai vivendo in un mondo onirico dove tutto è surreale?
  11. Sei un attore sul palco, a conoscenza della parte che deve recitare ma senza sentirla emotivamente?
  12. Passi molto tempo a interrogarti su questioni filosofiche o religiose (ad esempio, perché esistiamo, esistiamo veramente o no, chi sta parlando in realtà e in che tempo e spazio siamo realmente)?
  13. Il tuo pensiero ti sembra scollegato dal tuo corpo?
  14. Presti molta attenzione alle tue sensazioni fisiche, i tuoi pensieri o entrambi?
  15. Temi di non controllare le tue azioni?
  16. Sei eccessivamente consapevole dei rumori?
  17. Gli oggetti sembrano differenti rispetto a prima?
  18. Senti come se ci fosse una voce interiore che nonostante sia tua ogni tanto si mette a conversare con te interrompendo altri tuoi pensieri?
  19. Ti senti distaccato dalle cose e dalle persone attorno a te?
  20. Ti senti come se fossi in un costante stato di distaccamento?

Cause del disturbo da depersonalizzazione derealizzazione

Non si conoscono con esattezza le cause del disturbo di depresonalizzazione/derealizzazione. Come tutti i complessi problemi psicologici è difficile che vi sia una sola causa diretta. Solitamente è un insieme di predisposizioni genetiche ed esperienze.

Il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione, comunque, si sviluppa spesso in persone che sono state sottoposte a forti stress come:

  • Abusi emotivi oppure trascuratezza in infanzia
  • Abusi fisici
  • Assistere a violenza domestica
  • Crescere con un genitore con disturbi gravi
  • Morte improvvisa di una persona cara

Ci sono altri fattori di rischio che aumentano la possibilità di sviluppare un disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione come:

  • Alcuni tratti di personalità
  • Depressione oppure problemi di attacchi di panico
  • Uso di droghe

Il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione può insorgere come complicazione a seguito di un disturbo depressivo, di un trauma o dell'uso di sostanze.

Diagnosi

Per diagnosticare correttamente il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione, uno psicoterapeuta indagherà i tuoi sintomi e le tue esperienze. Ti guiderà in un racconto che lo aiuterà a ricostruire la nascita e l'evoluzione del problema.

Per escludere altre possibili cause e approfondire alcuni aspetti vengono spesso utilizzati dei test psicologici.

Tutto questo viene solitamente in un assessment. Lo scopo dell'assessment però non è solo di mettere un'etichetta diagnostica. importante infatti capire il vero meccanismo dietro al disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione. Solo in questo modo si può in seguito impostare un trattamento efficace.

Complicazioni

Gli episodi di deprsonalizzazione/derealizzazione possono essere terrificanti. Possono portare a ulteriori problemi tra i quali:

  • Difficoltà a prestare attenzione o a ricordare le cose
  • Difficoltà a lavorare o a portare a termine semplici attività quotidiane
  • Ansia e depressione
  • Difficoltà relazionali e ritiro sociale

Trattamento del disturbo da depersonalizzazione derealizzazione

Iniziamo dicendo che non ci sono linee guida autorevoli che raccomandino una terapia rispetto ad un'altra. L'esperienza clinica e alcune pubblicazioni scientifiche però indicano che il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione si può trattare in maniera efficace con la psicoterapia e con i farmaci.

Il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione in alcuni casi può scomparire da solo senza trattamento.

Psicoterapia per il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione

La psicoterapia dinamica e la terapia cognitiva e comportamentale si sono dimostrate efficaci. Il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione solitamente è amplificato dallo stress e altri problemi come l'ansia e la depressione. É senza dubbio importante trattare anche questi aspetti ma una terapia che punti a gestire il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione solo lavorando su ansia e depressione è una terapia di supporto che difficilmente otterrà grandi risultati.

Se soffri di disturbo di disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione è importante trovare un professionista che abbia esperienza nel trattare questa condizione che non è comune. Secondo molti che se ne occupano può essere un disturbo meno comune di altri, ma è probabilmente sottodiagnosticato.

Ovvero molti clinici che non sono pratici di questi problemi tendono a non riconoscerli quando li vedono.

Il trattamento cognitivo e comportamentale del disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione prevede tecniche come:

  • Ristrutturazione cognitiva: per cambiare alcuni modi di pensare disfunzionali e automatici che mantengono il disturbo e i suoi sintomi;

  • Tecniche comportamentali: come l'attivazione comportamentale per migliorare l'umore e l'esposizione a stimoli che provocano sintomi dissociativi per ridurre i sintomi;

  • Mindfulness: per ridurre i sintomi e il rimuginio imparando a non reagire alle sensazioni dissociative e imparando a rimanere connessi alle sensazione del corpo;

  • Tecniche metacognitive come il training attentivo: per ridurre l'attenzione e il tempo passato a rimuginare e a focalizzarsi sui sintomi;

  • Gestione dello stress: per migliorare la capacità di gestire lo stress, visto che questo può portare a un peggioramento dei sintomi;

  • Tecniche di grounding: utilizzo dei cinque sensi per rimanere più in contatto con se stessi e il mondo.

Terapia farmacologica

Al giorno d'oggi non ci sono linee guida ed evidenze scientifiche a supporto di nessun farmaco. Anche qui non significa che i farmaci non possano servire. Gli antidepressivi e gli ansiolitici si sono dimostrati efficaci in alcuni casi. Alcuni pazienti hanno reagito bene agli antidepressivi assunti assieme a degli agonisti degli oppiodi endogeni (naltrexone).

Alcuni ansiolitici possono invece incrementare le sensazioni di depersonalizzazione e deralizzazione.

Risorse di auto-aiuto

Dopo un'esperienza in una clinica di New York ho tradotto per la Erickson un libro di auto-aiuto scritto dalla direttrice della clinica dove lavoravo. Il volume si chiama 'Fuori da me', ed è una guida pratica per superare il disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione.

Nel libro si parla di disturbo da depersonalizzazione perché fino a pochi anni fa si chiamava così, ma il libro rimane molto attuale. Soprattutto nel panorama delle pubblicazioni in italiano.

Approfondimento: Psicoterapia

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  • Sintomi-e-rimedi naturalsistem ha detto:

    I fiori di bach possono essere un utile rimedio alla depersonalizzazione e deralizzazione.

    • Francesco Sanavio ha detto:

      I fiori di Bach sono un rimedio assolutamente inutile. Capisco che il suo commento sia di tipo pubblicitario e per questo motivo nascondiamo il link che ha cercato di pubblicare al sito che vende questi rimedi.

  • Concetta ha detto:

    Egregio dottore Sanavio,
    Sono felice di aver letto questo articolo che ricorda quanto il disturbo della De personalizzazione e de realizzazione sia poco considerato comune. Io ne soffro oggi, ma con una distanza di 26 anni dal primo
    angosciante episodio dove grazie alla professionalità di uno psichiatra e psicoterapeuta ne sono uscita. Sono un dottore in scienze pedagogiche e criminologi che quindi persona di scienza ragion per cui ho subito chiesto aiuto ad un carissimo psichiatra con cui lavoro che mi ha prescritto una cura antidepressiva e ansiolitica con Trittico e xanax la sera e citalopram la mattina. Volevo chiederle come mai questo disturbo si presenta a fronte di cattivi risvegli la notte con conseguente panico ed angoscia. In pratica durante il sonno credo di fare tardi e di essere sveglia, mi accorgo di non esserlo e questo stato mi angoscia mi sembra di impazzire…mi sforzo di aprire gli occhi ma con fatica . A volte succede che questo fenomeno si verifichi come un interruttore per tre quattro volte di seguito…potrebbe essere causato da una produzione eccessiva di qualche sostanza endogena a livello cerebrale su cui agire miratamente?
    Oltre ad un accumulo di stress personale dovuto oggi alla fatica di gestire bambini e lavoro da sola al tempo del cosiddetto. Spero di essere letta un abbraccio virtuale dottore e grazie per il bellissimo articolo sull’argomento

  • Marco ha detto:

    Il problema e’ che dopo questo odioso fenomeno almeno a me arriva un mal di testa uso macigno e umore a terra e milioni di domande idiote (disturbo ossessivo compulsivo)Le terapie xi sono ma non sono molto efficaci secondo me

    • Francesco Sanavio ha detto:

      Buonasera, bisogna chiarire di che problema si parla se è vero che nel disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione vi sono pensieri ossessivi, si tratta di un disturbo ben distinto dal disturbo ossessivo-compulsivo (e se vi sono entrambi la situazione è ovviamente più complicata e da approfondire ulteriormente). Avere chiaro il quadro diagnostico è fondamentale per impostare una terapia che possa essere efficace. Terapie efficaci ci sono per il disturbo ossessivo-compulsivo (terapia cognitiva e comportamentale basata su esposizione e prevenzione della risposta e farmaci della classe degli SSRI), mentre nel caso del meno noto disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione sta alla bravura e all’esperienza del clinico con interventi psicoterapeutici e farmaci mutuati dal trattamento di disturbi con sintomi affini.

      Non conosco il suo caso ma la esorto all’ottimismo e non generalizzare che non vi siano interventi efficaci dato che quelli che lei ha provato non hanno funzionato per lei. La ricerca ci mostra che per la grande maggioranza dei pazienti, questa tipologia di problemi si risolve. Rimangono spesso dei sintomi residui; come anche in medicina dopotutto una gamba rotta recupera di rado al 100%.

      Vi sono anche risorse di auto-aiuto, l’unica valida in italiano che mi sento di consigliarle è questa: https://www.erickson.it/it/fuori-da-me (assumendo il problema sia di disturbo da depersonalizzazione/derealizzazione).

  • Michele Sersale ha detto:

    Buongiorno dott. Sanavio,
    Da circa otto mesi soffro di una continua sensazione di essere staccato dalla realtà, più altri disturbi di varia natura che vanno e vengono (mal di testa, capogiri, senso di instabilità, crisi di stanchezza), disturbi che mi causano grande sofferenza e hanno compromesso seriamente la mia qualità della vita. Dopo aver escluso eventuali cause neurologiche, sono ora in trattamento, su prescrizione di una psichiatra, da circa un mese con antidepressivi (Efexor) e da due mesi seguo anche un trattamento psicoterapico. Al momento però ho registrato scarsi miglioramenti nella mia condizione e ho paura di non uscire più da questa brutta situazione. Lei cosa ne pensa? Grazie

    • Francesco Sanavio ha detto:

      Buonasera, non conoscendo il suo caso non posso esprimermi in maniera specifica. Può discutere di queste preoccupazioni con i due clinici che la seguono e qualora lo reputi opportuno può chiedere un secondo parere a una persona esperta in materia.

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