La Liebowitz Social Anxiety Scale (LSAS)

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La più nota ed utilizzata scala per la valutazione della fobia sociale prende il nome da Michael R. Liebowitz, uno psichiatra riconosciuto a livello internazionale per essere stato un pioniere nello studio della fobia sociale e per aver portato questo disturbo ad essere riconosciuto come una condizione psicopatologica specifica, debilitante e cronica. 

L'evoluzione della diagnosi della fobia sociale

Oggi la fobia sociale è definita come un disturbo per cui l’individuo ha paura o ansia eccessive quando si trova in situazioni sociali in cui può essere valutato o giudicato dagli altri; il timore di sentirsi umiliato o imbarazzato, o di essere rifiutato in tali situazioni, lo porta a viverle con estrema difficoltà o a evitarle completamente (APA, 2013).

Diversamente, fino alla fine degli anni Settanta, la fobia sociale era “il disturbo d’ansia trascurato” (Liebowitz, Gorman, Fyer, & Klein, 1985) e veniva considerato alla stregua delle tante fobie specifiche, come quella di volare, delle altezze, degli animali, di vedere il sangue. Solo nel 1980 compare per la prima volta come disturbo indipendente nei manuali diagnostici (APA, 1980), incentivandone lo studio. Da allora, i ricercatori hanno messo in evidenza l’esistenza di due varianti: una forma generalizzata in cui l’individuo teme una vasta gamma di situazioni interpersonali e di performance e una più specifica, legata solo alla performance, in cui la paura e l’ansia riguardano esclusivamente il parlare o l’esibirsi in pubblico. 

La scala di Liebowitz

Negli stessi anni in cui il disturbo acquisisce dignità nosografica, prende avvio lo studio di strumenti di misurazione dell’ansia sociale. La Liebowitz Social Anxiety Scale (LSAS; Liebowitz, 1987) è stato il primo strumento sviluppato specificatamente per la misurazione della fobia sociale (Greist, Kobak, Jefferson, Katzelnick, & Chene, 1995) e, ad oggi, rimane il più diffuso ed utilizzato. 

La LSAS è composta di 24 item e discrimina due aspetti: l’ansia sociale e l’ansia di performance.

L’ansia sociale è riferita a tutte le situazioni caratterizzate dalla presenza di altre persone, ad esempio:

  • Parlare con persone in posizione di autorità

  • Andare ad una festa

  • Chiamare al telefono qualcuno che non si conosce bene

  • Parlare con qualcuno che non si conosce bene

  • Dare una festa

  • Resistere ad un venditore invadente

  • Incontrarsi con estranei

  • Essere al centro dell’attenzione

  • Esprimere disaccordo a persone che non si conoscono bene

  • Guardare negli occhi qualcuno che non si conosce bene

  • Restituire merce in un negozio

L’ansia di performance è, invece, riferita alle situazioni nelle quali il soggetto deve emettere una prestazione o un comportamento che può essere giudicato dagli altri, ad esempio: 

  • Telefonare in pubblico

  • Partecipare a piccoli gruppi

  • Mangiare in luoghi pubblici

  • Bere insieme con altri in luoghi pubblici

  • Recitare, esibirsi o fare un discorso

  • Lavorare mentre si è osservati

  • Scrivere mentre si è osservati

  • Urinare in un gabinetto pubblico

  • Entrare in una stanza con altri già seduti

  • Prendere la parola in una riunione

  • Sottoporsi ad un test

  • Fare una relazione davanti ad un gruppo

  • Cercare di conoscere qualcuno

Per ognuna di queste 24 situazioni sociali vengono valutati sia il livello di paura/ansia (da 0 “Nessuna” a 3 “Grave”) che il livello di evitamento (da 0 “Mai” a 3 “Sempre o quasi; 67-100%”).

Viene, quindi, preso in considerazione il punteggio totale e vengono valutati i punteggi alle sei sottoscale: 

  1. Paura/Ansia per le interazioni sociali

  2. Paura/Ansia per la performance

  3. Paura/Ansia Totale 

  4. Evitamento delle interazioni sociali

  5. Evitamento della performance

  6. Evitamento Totale

Il punteggio totale della scala di Liebowitz consistente nella somma dei punteggi alle sottoscale Paura/Ansia Totale ed Evitamento Totale.

La valutazione non ha intento diagnostico e, in letteratura, sono presenti diverse indicazioni sull’interpretazione dei punteggi, anche a seconda della cultura d’appartenenza della persona a cui viene somministrata la scala. Tuttavia, l’interpretazione dei punteggi più utilizzata è la seguente: un punteggio tra 55 e 64 suggerisce la presenza di ansia sociale moderata, tra 65 e 79 di ansia sociale marcata, tra 80 e 95 di ansia sociale grave, e maggiore di 95 la presenza di ansia sociale molto grave (e.g., Hollander, Bakalar, & Bakalar, 2005).

Come e quando viene somministrata la scala di Liebowitz

La LSAS nasce nella forma clinician administered (Liebowitz, 1987), ossia come intervista fatta dal clinico al paziente. La somministrazione consiste nella lettura degli item da parte del professionista che chiede al paziente di dare un punteggio e registra la risposta sulla scheda, avvalendosi della possibilità di chiedere di fare degli esempi specifici relativi alle situazioni ansiogene o di descrivere il perché del punteggio attribuito.  

A partire dalla considerazione che, sebbene costruita come intervista, la scala di Liebowitz si prestava anche all’auto-compilazione, è stata elaborata e validata la forma self-report che, come la precedente, ha mostrato una buona consistenza interna e buone proprietà di validità convergente e discriminante (e.g., Baker, Heinrichs, Kim, & Hofmann, 2002; Fresco, Coles, Heimberg, Liebowitz, Hami, Stein, & Goetz, 2001).

Della Liebowitz Social Anxiety Scale – Self Report (LSAS-SR; Cox, Ross, Swinson, & Direnfeld, 1998) è possibile reperire delle copie online, sia in lingua inglese che italiana. Deve, però, essere precisato che queste possono orientare il compilatore nel farsi un’idea sulla presenza/assenza di sintomatologia legata al disturbo d’ansia sociale ma non hanno valore diagnostico e non sostituiscono la valutazione fatta da un clinico.

La LSAS è utilizzata sia a scopo di ricerca che in ambito clinico. In approcci come la psicoterapia cognitivo-comportamentale, la valutazione dei sintomi del paziente prima, durante e al termine del trattamento risulta imprescindibile. Questa avviene tramite colloqui clinici e l’utilizzo di strumenti attendibili come la LSAS che, attualmente, è ritenuta uno strumento sensibile ai cambiamenti risultanti da una psicoterapia cognitivo-comportamentale (e.g., Yao, Note, Fanget, Albuisson, Bouvard, Jalenques, & Cottraux, 1999). 

Le diverse versioni della scala di Liebowitz

Trattandosi di uno strumento ampiamente diffuso negli ultimi trent’anni, esistono traduzioni e validazioni in più lingue, ad esempio in spagnolo (Bobes et al., 1999), francese (Yao et al., 1999), ebraico (Levin, Marom, Gur, Wechter, & Hermesh, 2002), turco (Soykan, Özgüven, & Gençöz, 2003), portoghese (dos Santos, Loureiro, de Souza Crippa, & de Lima Osório, 2013) e italiano (Baroni et al., 2019).  

Per quanto riguarda la forma self-report, ne è stata adattata una versione specifica per la somministrazione tramite computer (e.g., Kobak, Schaettle, Greist, Jefferson, Katzelnick, & Dottl, 1998).

Infine, è stata proposta e validata la Liebowitz Social Anxiety Scale for Children and Adolescents (LSAS-CA; Masia-Warner, Klein, & Liebowitz, 1999), un adattamento che ha tenuto conto delle situazioni sociali comunemente temute da bambini e adolescenti, come le interazioni tra coetanei, fare domande o partecipare ad un lavoro di gruppo in classe. Anche la LSAS-CA ha mostrato buone proprietà psicometriche, risultando attendibile e valida per la misurazione del disturbo d'ansia sociale in bambini e adolescenti (Masia-Warner, Storch, Pincus, Klein, Heimberg, & Liebowitz, 2003).

Approfondimento: Psicoterapia

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Bibliografia

  • American Psychiatric Association (1980). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 3rd edn (DSM-III). Washington, DC: American Psychiatric Association. Trad. ital.: DSM-III Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Milano: Masson, 1983.
  • American Psychiatric Association (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, 5th edn (DSM-5). Arlington, VA: American Psychiatric Publishing. Trad. ital.: DSM-5 Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2014.
  • Baker, S.L., Heinrichs, N., Kim, H.J., & Hofmann, S.G. (2002). The Liebowitz social anxiety scale as a self-report instrument: A preliminary psychometric analysis. Behaviour research and therapy, 40(6), 701-715.
  • Baroni, D., Caccico, L., Fiesoli, A., Grassi, E., Lauretta, F., Marsigli, N., Rosadoni, M., & Chiorri, C. (2019). Italian validation of the Self-Report Liebowitz Social Anxiety Scale. Unpublished. https://doi.org/10.13140/RG.2.2.10650.18889
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  • Soykan, Ç., Özgüven, H.D., & Gençöz, T. (2003). Liebowitz social anxiety scale: The Turkish version. Psychological Reports, 93(3_suppl), 1059-1069.
  • Yao, S.N., Note, I., Fanget, F., Albuisson, E., Bouvard, M., Jalenques, I., & Cottraux, J. (1999). Social anxiety in patients with social phobia: Validation of the Liebowitz social anxiety scale (the French version). L'encéphale, 25(5), 429-435.
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