Paura di essere rifiutati: dove nasce e come superarla

paura del rifiuto

La paura di essere rifiutati è una potente emozione che molte persone hanno sperimentato almeno una volta nel corso della loro vita, ad esempio nel proporre un appuntamento ad una persona per noi attraente, ma anche all’esame di ammissione all’università o ad un importante colloquio di lavoro. Da sempre la psicologia sostiene che il rifiuto rappresenta una delle più grandi paure del genere umano. Siamo biologicamente portati a provare un bisogno di appartenenza e andiamo in ansia quando rischiamo di venir giudicati in malo modo (proprio per questo motivo la paura del giudizio e la fobia sociale sono così diffusi tra la popolazione).

Andiamo in ansia all’idea di venire esclusi, allontanati e rifiutati in amore. Abbiamo paura di rimanere da soli. Questa paura varia per intensità da persona a persona, per alcuni può diventare davvero debilitante: per evitare le delusioni e le sofferenze a breve termine si finisce per chiudersi in sé stessi e rinunciare a vivere.

Perché abbiamo paura di essere rifiutati?

Da sempre la psicologia si è interessata al fenomeno del rifiuto e ha indagato le cause di questa paura ancestrale. Ai giorni nostri appartenere ad un gruppo significa identificarsi con dei valori comuni, condividere interessi, seguire delle regole e dei comportamenti in linea con l’ideologia del gruppo; quasi tutti noi possiamo scegliere se appartenere o meno ad un gruppo, questo non influisce sulle nostre probabilità di sopravvivenza. Pensiamo però ai nostri antenati. Se un nostro discendente fosse stato allontanato dalla propria tribù difficilmente sarebbe sopravvissuto per lungo tempo. Il nostro cervello ha sviluppato dei meccanismi che ci mettono in allarme rispetto a possibili minacce ed essere cacciati dal proprio gruppo rappresentava all’epoca sicuramente un pericolo! I nostri discendenti hanno letto correttamente le situazioni sociali in cui si trovavano e modificato il proprio comportamento per aumentare le probabilità di essere accettati all’interno della loro tribù. Anche grazie a questa abilità sono sopravvissuti! La paura di un rifiuto ha dunque radici profonde, ci è stata trasmessa evolutivamente dai nostri antenati.

I 3 errori più comuni che commette chi ha paura di essere rifiutato

Spesso chi teme di essere rifiutato mette in atto atteggiamenti o comportamenti che a lungo termine si rivelano disfunzionali; spesso sono tentativi più o meno celati di nascondere la propria paura.

  1. Evitare situazioni nuove: siamo programmati per evitare situazioni e stimoli che ci fanno paura; d’altronde la paura serve proprio a tenerci lontani dai pericoli. Mentre ha molto senso scappar via da un animale inferocito, appare meno intuitivo non chiedere un appuntamento per paura di essere rifiutati. Evitare totalmente la possibilità di un rifiuto è impossibile e può solo allontanarci da esplorare nuove opportunità. La quotidianità diventa così una routine rassicurante che però imprigiona le persone, togliendo gradualmente energie e motivazioni.

  2. Cercare di accontentare tutti: un modo per evitare di incappare in giudizi negativi da parte degli altri è provare ad accontentare tutti. Acconsentire ad ogni richiesta che ci viene fatta ed accettare di fare qualcosa anche se non ne abbiamo voglia ci rende piacevoli agli occhi delle altre persone, almeno all’inizio. In realtà è impossibile far felici tutti, ma soprattutto la felicità degli altri non dipende da noi. Dire sempre di sì agli altri può portarci a perdere di vista i nostri obiettivi e valori, portandoci all’esaurimento e al burnout. Rinunciare ad esprimere la propria opinione e a difendere i propri diritti è un comportamento anassertivo ed è indice di una comunicazione inefficace.

  3. Comportarsi in maniera passiva-aggressiva: se, invece di chiedere in modo diretto ad un amico di accompagnarci in un negozio, diciamo “Sono sempre da solo, non ho mai nessuno che mi accompagni”, stiamo spingendo gli altri ad offrirci il loro aiuto facendo leva sulla carità e i sensi di colpa, in poche parole li stiamo manipolando. La paura di un rifiuto ci può spingere ad evitare domande e confronti diretti; mettere in atto comportamenti anassertivi (allusioni, lamentele, richieste occulte, ecc…) non rappresenta però la soluzione. Questo stile comunicativo ed espressivo risulta dannoso a lungo termine in quanto contribuisce a creare incomprensioni tra le persone.

Come superare la paura del rifuto

Nell’introduzione del suo libro “Che ansia! Come controllarla prima che lei controlli te", Albert Ellis racconta di come ha superato l’ansia sociale e la sua paura di essere rifiutato dalle donne: allora diciannovenne, si impose di andare ogni giorno al giardino botanico del Bronx, individuare una ragazza attraente seduta su una panchina, sedersi vicino a lei e rivolgerle la parola entro un minuto. Fece ciò non con una o due donne, ma con più di 130 in un solo mese! Circa un terzo si alzarono e se ne andarono immediatamente, con le altre conversò per qualche minuto o addirittura per delle ora. Di tutte queste donne solo una gli concesse un appuntamento, al quale neppure si presentò! All’autore importò poco perché nel frattempo la sua paura del rifiuto era quasi del tutto svanita.

Il rifiuto fa parte delle relazioni sociali. Quando ci apriamo alla possibilità di venire rifiutati stiamo di fatto accettando e accogliendo le nostre emozioni. Ci stiamo permettendo di provare dolore, delusione, perdita, paura, rabbia e solitudine. Stiamo imparando dalle nostre esperienze, ma soprattutto stiamo imparando che un rifiuto non rappresenta la fine della nostra vita. Acquisendo sempre più fiducia sulla nostra capacità di gestire qualsiasi emozione emerga dai rapporti con le altre persone, possiamo iniziare ad approfondire le relazioni sociali e a godercele in modo più rilassato e gratificante. Possiamo finalmente togliere la maschera che indossavamo per piacere a tutti, possiamo finalmente permetterci di essere noi stessi.

Approfondimento: Psicoterapia

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Bibliografia

  • Ellis, A. (2013). Che ansia! Come controllarla prima che lei controlli te. Edizioni Centro Studi Erickson.
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