Paura di fare male: le ossessioni violente

Al telegiornale si sentono sempre notizie violente e tragiche. Aggressioni, omicidi, violenza domestica e abusi sessuali. E' normale provare una repulsione quanto si ascoltano queste storie. A volte però potresti trovarti a pensare come una persona possa fare qualcosa di simili. Magari potresti avere paura per la tua sicurezza o per quella della tua famiglia.

Per chi soffre di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC), questa paura può diventare molto particolare. Piuttosto che avere paura che loro o i loro cari siano delle vittime di questi gesti, temono di poter perdere il controllo e commettere queste azioni loro stessi.

Parte tutto da un semplice pensiero: 'e se facessi del male a qualcuno?'. Questo pensiero diventa poi un'ossessione vera e propria che provoca ansia e disagio. Dopotutto, sarebbe terribile perdere il controllo e commettere un gesto simile.

Tutti noi vogliamo evitare l'ansia e prevenire che accadano delle disgrazie. Così una persona può trovarsi a fare qualche cosa per assicurarsi di non fare del male a nessuno. Queste sono, appunto, le compulsioni.

La compulsione funziona, però temporaneamente. Riduce l'ansia e rassicura, allontanando l'ossessione, che però ritorna provocando un circolo vizioso con altre compulsioni.

Magari sei in cucina che stai preparando un soffritto e impugni un coltello grande e affilato. Si avvicina il tuo partner per chiederti se vuoi una mano. All'improvviso ti passa per la testa l'immagine di lui che sanguina con un coltello nella schiena. Ti chiedi: 'e se lo accoltellassi? Forse è così che le persone iniziano a impazzire. Sono pensieri da assassini... magari parte tutto da questi pensieri'.

Così rispondi che fai da solo ma intanto appoggi il coltello, così per sicurezza. Dopotutto, non si sa mai.

Col tempo una persona che lotta con questi pensieri può ricorrere a preghiere per rassicurarsi, oppure pensieri positivi. Può far sparire tutti i coltelli o smettere di utilizzarli. Alla lunga le persone si colpevolizzano, pensano di essere pazze, strane o malvagie. Un pensiero tipico, ad esempio, è che: 'se lo penso significa che sotto, sotto, c'è una parte di me che lo farebbe'.

Il disturbo ossessivo-compulsivo parte da un pensiero. Può essere un dubbio, un'immagine o avere una forma verbale - come le parole. Da li nasce una paura, accompagnata dal dubbio. Dai tentativi di scacciare questi pensieri e queste emozioni negative nascono le compulsioni, che negli anni possono assumere la forma di rituali lunghi e complessi.

La verità è che chi soffre di questi problemi, è verosimilmente la persona che ha meno probabilità di fare del male al prossimo.

Molto spesso chi soffre di questi problemi è consapevole che sono - almeno in parte - irrazionali e se ne vergogna.

Per fortuna la psicoterapia ha sviluppato degli interventi specifici per questi problemi. Il trattamento con l'esposizione con prevenzione della risposta risulta il più efficace trattamento che abbiamo a disposizione per sconfiggere questi problemi.

Come mai ho questi pensieri?

Una domanda tipica che fa chi soffre di ossessioni violente è sui motivi che causano questi pensieri. Diciamo che dietro ci sono molti fattori che vanno esaminati caso per caso per spiegare al meglio il funzionamento del problema.

Semplificando, questi pensieri vengono a chi non vuole fare nulla di male al prossimo.

Siamo bravissimi a immaginare le cose. Se per te la cosa peggiore al mondo è essere aggressivo, sarai molto attento a tutto ciò che ha a che fare con la violenza. Cercherai di controllare la rabbia e ogni pensiero o notizia che riporti spargimenti di sangue ti colpirà molto.

Un altro punto importante è che non sono pensieri che ha solo chi soffre di questi problemi. Sono pensieri normalissimi che fa chiunque. La maggior parte delle persone non li prende sul serio e li scorda il secondo successivo.

Chi vive male anche solo l'idea di poter fare male al prossimo, viene profondamente colpito da questi pensieri.

Qualcuno ci potrebbe ridere su, se penso a un elefante rosa non penso che: 'allora gli elefanti rosa esistono'. Ma se faccio un pensiero verosimile potrei prenderlo troppo sul serio. Dargli molta importanza e preoccuparmi. Potrei essere spaventato da questi pensieri al punto di aspettarmeli sempre e di controllare ripetutamente cosa penso per vedere che non stia pensando a gesti violenti.

Ma se cerchi di non fare pensieri violenti a cosa penserai? Ovviamente a dei gesti violenti.

Paure di fare del male agli altri comuni

Le ossessioni di fare del male possono prendere molte forme differenti tra le quali:

  • Accoltellare qualcuno
  • Colpire con un bastone
  • Pugnalare con una penna, una matita o delle forbici
  • Violentare sessualmente
  • Spingere una persona giù per le scale
  • Buttare qualcuno sotto un treno in arrivo
  • Gettare qualcuno in strada finché passa un'auto
  • Molestare dei bambini
  • Paura di uccidersi


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  • Jessica ha detto:

    Avvolte o pensieri omicidi e ho molta paura, ho paura di fare del male alle persone che amo. Aiutami per favore

    • Francesco Sanavio ha detto:

      Ci contatti via mail: info@psicoterapiascientifica.it

    • Raffaella ha detto:

      Buonasera sono un insegnante e soffro di ansia .E’ da un periodo di tempo che ho pensieri ossessivi di farmi del male o di cadere dal letto, anche quando cammino ho questi pensieri.mi potete aiutare….alcune delle volte mi fisso e sembra di non avere pace. Dovrei essere contenta che lavoro ed ho un ragazzo. Grazie .

      • Francesco Sanavio ha detto:

        Buongiorno Raffaella, certamente. Mandi una richiesta via mail: info@psicoterapiascientifica.it

        • Elisa ha detto:

          Salve, interessante articolo. Potrei scrivere anche io in email e avere una risposta riguardo la mia problematica? O bisogna per forza fare delle sedute a pagamento?
          Chiedo un’altra cosa….per fare psicoterapia…quante volte in un mese bisogna andarci?
          Inoltre….quanti tipi di psicoterapie esistono? Sento dire anche di quella breve…è utile in questi casi?
          Scusate le troppe domande, ma noto di quanti psicoterapeuti oggi ti tengono per anni e poi ti rispondono…”non hai mai voluto fare psicoterapia regolare una volta a settimana…” a dire il vero io ne ho fatte anche troppe.
          Spero in una vostra risposta
          Grazie!

          • Francesco Sanavio ha detto:

            Buongiorno Elisa certamente ci scriva a info@psicoterapiascientifica.it.

            Per quanto riguarda le sue domande la terapia si svolge solitamente una volta la settimana, ci sono ovviamente eccezioni e come ogni terapia si ragiona su cosa si deve fare e poi sul come farlo, cadenze temporali comprese.

            Le terapie che esistono sono più di 200, questo contando anche la terapia che molti si sono inventati perché volevano la loro terapia. Se valutiamo le pubblicazioni scientifiche sulla psicoterapia troviamo che un terzo è da imputare alla psicoanalisi, un terzo alla terapia cognitiva e comportamentale e un terzo a tutte le altre rimanenti. Questo fa capire che in realtà le terapie riconosciute, che vengono ampiamente utilizzate e che producono prove di efficacia sono molto poche.

            Per “terapia breve” non so cosa intende perché vi è molta confusione su questi temi tra chi non è un professionista, al pari della confusione che ho io quando mi metto a discutere con il mio radiologo dei miei raggi e di quale strumento diagnostico lui debba utilizzare. La esorto a ragionare come, appunto, ragionerebbe sulla medicina: prima si capisce il problema (e si fa diagnosi se il problema soddisfa per criteri e gravità i criteri diagnostici) e poi si decide il trattamento che serve per quel caso. Le chiedo: è utile il cacciavite? La risposta più razionale è che dipende da cosa ci deve fare, se deve avvitare qualcosa sì, se deve piantare dei chiodi forse è il caso di utilizzare un martello. Idem dicasi per la medicina e la psicologia. Se, data la natura dell’articolo, fa riferimento ai problemi ossessivi le linee guida internazionali e i dati di efficacia della ricerca scientifica dicono che la terapia più efficace (unica raccomandata) è la terapia cognitiva e comportamentale basata su esposizione con prevenzione della risposta.

  • Dario ha detto:

    Anche io come jessica sono passato dalla paura ai pensieri omicidi,ho terrore di far del male alle persone a me care,come se ne esce? E’ angosciante e mi sta rovinando la vita

  • Patrizia ha detto:

    Salve ho una bambina di 11anni che da un po’ di tempo soffre di questo problema mi dice che ha paura di farsi male o fare male a noi familiari vive con ansia e sta malissimo per favore vi prego aiutatemi ho tanta paura anche io per lei

  • Barbara ha detto:

    Salve, sono una studentessa universitaria e lavoratrice di 23 anni e penso di avere questo problema, che ultimamente mi ha portato ad episodi forti di ansia e attacchi di panico. In realtà sono sempre stata una persona solare, ho una famiglia e degli amici grandiosi e sto seguendo la mia strada. Sto trovando solo ora la forza di scrivere, perché veramente la situazione mi sta limitando anche nelle situazioni quotidiane. Mi posso rivolgere a voi? Posso risolvere? Grazie

    • Francesco Sanavio ha detto:

      Buonasera Barbara, certamente sono problemi che si possono risolvere con il giusto intervento. Il primo passo è valutare meglio il problema per capire di cosa si parla, i fattori che lo hanno provocato e che lo mantengono oggi. Ci contatti: info@psicoterapiascientifica.it

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