I sintomi dell’autismo: a quali segni fare attenzione

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I Disturbi dello Spettro dell’Autismo sono disturbi del neurosviluppo che si manifestano fin dalla più tenera età. I segni di autismo nei bambini più piccoli sono ad esempio l’evitamento del contatto oculare e la non - risposta al sorriso. Crescendo, il bambino può sviluppare pochi, intensi e particolari interessi ed avere difficoltà nello stringere rapporti di amicizia (National Health Service [NHS], 2019). È  importante, qualora si ravvisassero campanelli d’allarme, rivolgersi ad un professionista sanitario.

RICONOSCERE I DISTURBI DELLO SPETTRO DELL’AUTISMO

È importante tenere presente che l’Autismo può differenziarsi nella manifestazione dei sintomi e nella loro gravità (Istituto A.T. Beck, n.d.). Ad esempio può essere presente o meno disabilità intellettiva, con una probabilità di circa il 50% (World Health Organization [WHO], 2019.).

L’Autismo tende a manifestarsi in modi diversi nei maschi e nelle femmine. In queste ultime riconoscere l'autismo potrebbe non essere semplice: generalmente sono più tranquille e più adeguate nelle situazioni sociali (NHS, 2019).

Nei casi meno gravi del Disturbo, esso può venire riconosciuto più tardi, a volte in età adulta. Le persone adulte con Autismo possono ad esempio trovare difficile comprendere i sentimenti o i pensieri degli altri ed esprimere i propri. Provano ansia nelle situazioni sociali e si trovano in difficoltà nel costruire nuovi rapporti di amicizia, o non sono interessati a crearne. Comprendere il sarcasmo può risultare impossibile, così come rompere determinate abitudini o routine (NHS, 2019).

DISTURBI DELLO SPETTRO DELL’AUTISMO: INDICATORI PRECOCI

Sebbene generalmente si attendano i due/tre anni del bambino per porre diagnosi con una ragionevole sicurezza (Muratori, 2009), alcuni “campanelli d’allarme” possono essere osservati da genitori, parenti, insegnanti. 

Per la grande varietà di questi disturbi non è necessario che tutti gli indicatori siano presenti perché sia opportuno rivolgersi ad uno specialista (Iescum, n.d.). Essi possono essere presenti in modo debole e fluttuante, soprattutto nel bambino piccolo. Prendendo come esempio le abilità sociali e di relazione, egli potrebbe rispondere agli stimoli dell’adulto, non ricercandolo però attivamente (Muratori, 2009).

I genitori di bambini con Disturbo dello Spettro dell’Autismo solitamente descrivono due possibili traiettorie di sviluppo:

  • il bambino appariva fin dai primissimi mesi di vita “diverso” nello sguardo e nel comportamento e disinteressato all’interazione;
  • Il bambino aveva sviluppato alcune abilità comunicative e sociali per poi perderle successivamente. 

Tuttavia, anche in questo secondo caso solitamente l’anamnesi condotta dal clinico evidenzia segnali di uno sviluppo non neurotipico precedenti alla “regressione”.

Da sottolineare che è importante rivolgere una particolare attenzione ai fratelli di bambini con autismo, maggiormente a rischio di presentare il Disturbo (Società Italiana di NeuroPsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza [S.I.N.P.I.A]., 2005).

Nei primi due anni di vita

Nello sviluppo neurotipico, è usuale che neonato e genitore abbiano delle rudimentali “conversazioni faccia a faccia” basate sulla sincronizzazione della mimica facciale. Queste prime abilità sociali e comunicative solitamente sono assenti o anomale nel bambino con Autismo, che può apparire disinteressato (Muratori, 2009). 

Alcuni studi hanno identificato quattro caratteristiche comportamentali che, quando assenti, segnalano precocemente la possibile presenza di Autismo: guardare negli occhi, voltarsi quando chiamati, indicare con il dito (pointing) e mostrare oggetti (Osterling & Dawson, 1994; Mars et al., 1998, citati in Istituto Superiore di Sanità [ISS], 2016). 

Inoltre il bambino tende a non seguire con lo sguardo oggetti in movimento o che gli vengono indicati. Non compie determinati gesti come allungarsi per essere preso in braccio (Iescum, n.d.) o dire no con la testa (Wetherby & Prizant, 1998, citato in ISS, 2016).

Quindi le tappe evolutive che, se non raggiunte, possono essere un campanello d’allarme per l’Autismo sono:

  • a circa 6 mesi di vita, il sorriso e le manifestazioni di gioia;
  • a circa 9 mesi, la risposta al sorriso della madre e l’orientamento a suoni ed espressioni facciali del genitore;
  • a circa 12 mesi:
    • la capacità di fare ciao con la mano, indicare un oggetto o afferrarlo quando gli viene offerto;
    • la risposta al suo nome;
    • la vocalizzazione;
  • a circa 16 mesi, la pronuncia di parole e a 24 la formulazione di frasi (anche molto semplici, ma che non siano ripetizioni di quanto udito da altri) (Ministero della Salute, n.d.; Iescum, n.d.). In generale il bambino potrebbe essere molto silenzioso (NHS, 2019).
  • A circa 20 mesi il gioco condiviso e i comportamenti di imitazione (Charman et al., 1998, citato ISS, 2016).

Dopo il secondo anno di vita

Dal secondo anno di vita, i bambini con Disturbo dello Spettro dell’Autismo potrebbero presentare principalmente anomalie o deficit nelle abilità sociali, linguistiche e comunicative.

Ad esempio, per quanto riguarda le abilità sociali il bambino potrebbe sembrare del tutto disinteressato agli altri e ad avere amici. Oppure potrebbe risultare per lui molto difficile, anche a causa di difficoltà nel parlare di sé o nel prestare attenzione quando gli altri gli parlano. Generalmente non ama essere toccato.

La comunicazione potrebbe apparire compromessa sia nella forma verbale che non verbale. In generale il bambino con Autismo inizia a parlare tardi ed in modo spesso errato. Utilizza un tono di voce, una gestualità o espressioni facciali particolari o incoerenti. Fatica anche a comprendere le espressioni altrui, così come le loro istruzioni o domande, alle quali difficilmente risponde. Solitamente ha difficoltà a comunicare bisogni e desideri (Iescum, n.d.).

Il bambino potrebbe inoltre fare movimenti ripetitivi come dondolarsi avanti e indietro, agitare le mani o ripetere una parola di continuo (Ministero della Salute, n.d.).

Inoltre potrebbe avere un’ attenzione, anomala nella sua intensità, per determinati oggetti o per le parti che lo compongono (Istituto A.T. Beck, n.d.). Ad esempio il gioco con le macchinine per lui potrebbe essere girare a lungo le ruote con il dito (Ministero della Salute, n.d.).

Inoltre, può avere interessi molto forti per temi molto particolari per la sua età e specifici (Istituto A.T. Beck, n.d.), come alcuni animali o mezzi di trasporto.

Solitamente sono presenti routine molto rigide, difficili da modificare, come percorrere sempre la stessa strada. Potrebbe agitarsi molto di fronte a cambiamenti nell’ambiente come lo spostamento di mobili (Iescum, n.d.). 

Un altro aspetto tipicamente compromesso è il gioco simbolico (Gray & Tonge, 2001, citato in ISS, 2016): il bambino non giocherà quindi a “far finta di”, ad esempio far finta di bere il tè da una tazzina vuota o versarlo alla bambola. 

Da prestare inoltre attenzione alla sensibilità eccessiva verso stimoli di vario genere: suoni, colori, sapori, consistenze (Iescum, n.d.). Potrebbe esserne infastidito, eccessivamente affascinato oppure potrebbe apparire indifferente anche a stimoli molto intensi. Talvolta i genitori, vedendo che il bambino non risponde al nome e non reagisce a stimoli uditivi, sono portati a sospettare problemi di udito.

CONCLUSIONE

Se vengono riconosciuti alcuni o tutti tra i segni e sintomi sopra elencati,  è bene rivolgersi al Pediatra di Libera Scelta, al Medico di Medicina Generale o ad un operatore sanitario di fiducia (NHS, 2019). Egli valuterà se indirizzare ad un centro specialistico per un’eventuale diagnosi di autismo, che va posta con l’utilizzo di strumenti standardizzati e validati (S.I.N.P.I.A, 2005).

Approfondimento: I test per l'autismo

I genitori di bambini con Disturbo dello Spettro dell’Autismo hanno un ruolo fondamentale nel garantire per il loro figlio una diagnosi ed un accesso ai servizi tempestivo, con possibili miglioramenti importanti nell’evoluzione del disturbo. Loro in prima persona, se adeguatamente formati e sostenuti, possono fornire con successo interventi comportamentali e psico - sociali. Ma soprattutto possono dare affetto e cure per sostenere la crescita del loro bambino (WHO, 2019.).

Bibliografia

  • Iescum (n.d.) Indicatori di autismo. Disponibile in: http://www.abautismo.it/doceboCms/index.php?special=changearea&newArea=76 [27 giugno 2019].
  • Istituto A.T. Beck (n.d) Sintomi di autismo. Disponibile in: https://www.istitutobeck.com/autismo/sintomi-autismo [27 giugno 2019].
  • Istituto Superiore di Sanità (2016) Strumenti per sorveglianza e presa in carico di bambini con disturbo dello spettro autistico: il ruolo dei pediatri nel riconoscimento precoce. Roma: Rapporti ISTISAN 16/24. A cura di Soldateschi, M., Ambrosio, V.,  Scattoni, M.L., Chiarotti F. & Venerosi, A. Disponibile in: http://old.iss.it/publ/index.php?lang=1&id=2995&tipo=5  [27 giugno 2019]. 
  • Ministero della Salute (n.d.) Autismo . Disponibile in: http://www.salute.gov.it/portale/salute/p1_5.jsp?lingua=italiano&id=62&area=Disturbi_psichici [27 giugno 2019].
  • Muratori, F. (2009). La diagnosi precoce di autismo– una guida pratica per pediatri. Reg. Toscana. Disponibile in: http://www.regione.toscana.it/documents/10180/320308/La+diagnosi+precoce+di+autismo+/9e13f3bd-3a70-4007-bf8a-82a89a843fbb?version=1.0 [27 giugno 2019].
  • NHS National Health Service (2019) Signs of autism in adults. Disponibile in: https://www.nhs.uk/conditions/autism/signs/adults/ [27 giugno 2019].
  • NHS National Health Service (2019) Signs of autism in children. Disponibile in: https://www.nhs.uk/conditions/autism/signs/children/ [27 giugno 2019].
  • S.I.N.P.I.A. Società Italiana di NeuroPsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (2005). Linee guida per l’autismo. Raccomandazioni tecniche-operative per i servizi di neuropsichiatria dell’età evolutiva. Milano: S.I.N.P.I.A. Disponibile in: https://www.sinpia.eu/wp-content/uploads/2019/02/2005_2.pdf [27 giugno 2019].
  • World Health Organization (2019) Questions and answers about autism spectrum disorders (ASD). Disponibile in:  https://www.who.int/features/qa/85/en/ [27 giugno 2019].

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Author: Elena Fretti

Dopo la laurea triennale in Scienze Psicologiche della Personalità e delle Relazioni Interpersonali, ho conseguito la laurea magistrale in Psicologia Clinica e l’abilitazione alla professione di psicologa. Mi occupo di promozione della salute materno – infantile come borsista presso l’ULSS di Verona, seguendo Progetti di respiro regionale e nazionale. Ho frequentato corsi specifici relativi alla psicologia perinatale, alla neuropsicologia clinica, alla medicina psicosomatica e alla terapia ABA. Attualmente frequento una Scuola di Psicoterapia ad indirizzo Cognitivo Neuropsicologico.

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