I test per la valutazione del disturbo ossessivo-compulsivo

test doc

Il disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) è stato descritto in termini scientifici quasi due secoli fa in Des maladies mentales (Esquirol, 1838). 

Sebbene sia stato riconosciuto come categoria diagnostica sin dalla prima edizione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM; APA, 1952), solo a partire dalla terza edizione (DSM-III; APA, 1980) sono stati pubblicati dei criteri diagnostici che specificano come ossessioni e compulsioni siano elementi distinti e uniti da una relazione funzionale. 

Questa nuova concettualizzazione del DOC, proposta negli anni Ottanta e tuttora confermata,

ha permesso di sviluppare e validare i molti test di cui oggi i clinici possono avvalersi. 

In questo articolo viene riportata una lista aggiornata dei principali strumenti utili sia in ambito clinico che di ricerca. 

Test per la diagnosi del DOC

L’indagine diagnostica può essere effettuata attraverso due strumenti: i colloqui clinici ed i test. Solitamente, i colloqui sono dapprima ad ampio spettro, fino a divenire sempre più mirati. Questo graduale aumento di specificità è supportato dalla somministrazione di test prima aspecifici e, successivamente, sempre più specifici per il disturbo ossessivo-compulsivo. 

Test specifici per il DOC nell'adulto

Dopo che il clinico è giunto alla formulazione di un’ipotesi diagnostica, i test specifici possono aiutare nella valutazione dell’entità dei sintomi ossessivo-compulsivi e per confrontare la situazione del paziente prima, durante e dopo il trattamento, così da ottenere una misurazione oggettiva della sintomatologia. 

Di seguito, un elenco delle interviste e dei questionari self-report maggiormente in uso in ambito italiano:

Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale

La Yale-Brown Obsessive Compulsive Scale (Y-BOCS; Goodman et al., 1989a; Goodman et al., 1989b) è un’intervista semi-strutturata suddivisa in sezioni. 

Dopo che il paziente è stato istruito sulla definizione di DOC, viene letta una checklist dei sintomi (39 tipi di ossessioni e 25 categorie di compulsioni) alla quale deve rispondere indicando la presenza/assenza dei vari sintomi e riportando degli esempi. 

Completata la checklist, nella sezione core component, terapeuta e paziente scelgono le principali ossessioni e compulsioni e viene misurata la gravità di questi sintomi attraverso 10 item (e,g., tempo occupato, interferenza, angoscia, resistenza e grado di controllo rispetto a ossessioni e compulsioni) su una scala Likert a 5 punti (da 0 a 4); oltre il cutoff di 17 al punteggio totale, la sintomatologia viene considerata abbastanza grave da richiedere un trattamento (Dèttore, 2003).

Infine, completano lo strumento la sezione investigativa, costituita da 6 item utili ad approfondire altrettanti domini (insight, evitamento, grado di indecisione, senso sopravvalutato di responsabilità, lentezza pervasiva e dubbio patologico), e la sezione generale in cui vengono valutati: gravità globale, miglioramento di malattia e attendibilità delle risposte.

Recentemente è stata validata in italiano una seconda versione dello strumento, la Y-BOCS II (Melli et al., 2015a), sviluppata per superare alcuni limiti della precedente. Sono state apportate queste quattro modifiche: a) coerentemente all’osservazione che alcuni sintomi ossessivo-compulsivi non sono basati sulla paura ma su una sensazione di fastidio o sul bisogno di completare i propri compiti finché le persone non si sentono a posto, sono state fatte delle modifiche della checklist dei sintomi; b) eliminazione dell’item resistenza alle ossessioni e aggiunta dell’item intervallo libero da sintomi; c) punteggio da assegnare agli item non più su una scala Likert a 5 punti ma a 6 (da 0 a 5) per facilitare l’individuazione di situazioni gravi; d) inserimento e conteggio delle condotte di evitamento all’interno del punteggio di gravità delle compulsioni (Storch, Benito, & Goodman, 2011). 

Structured Clinical Interview for Obsessive-Compulsive Spectrum

La Structured Clinical Interview for Obsessive-Compulsive Spectrum (SCI-OBS; Dell’Osso et al., 2000) è un'intervista strutturata che consiste in 196 item raggruppati in 7 domini: aspetti ossessivo-compulsivi nell’infanzia e nell’adolescenza, dubbio, ipercontrollo operativo, dimensione temporale, perfezionismo, ripetitività e automatismo e temi ossessivo-compulsivi (atteggiamenti e comportamenti verso contaminazione, pulizia, sessualità, religiosità, contenuto esistenziale, aggressività, timori dismorfofobici, impulsività e mancanza di controllo). Ad ogni item è possibile dare una risposta sì/no, rispettivamente del valore di 1 e 0. Il cutoff al punteggio totale è di 59. 

Maudsley Obsessional-Compulsive Questionnaire

Il Maudsley Obsessional-Compulsive Questionnaire-forma ridotta (MOCQ/R; Sanavio et al., 1986) è una versione ridotta del Maudsley Obsessional-Compulsive Inventory (MOCI; Hodgson & Rachman, 1977) ed è inserita nella Batteria CBA-2.0 Scale Primarie. È uno strumento self-report costituito da 21 item con risposta vero/falso da cui è possibile ottenere, oltre al punteggio totale, i punteggi alle quattro sottoscale: checking, cleaning e doubting-ruminating.  

Padua Inventory

Il Padua Inventory (Sanavio, 1988). È uno strumento self-report costituito da 60 item e costruito per superare i limiti dei test a disposizione fino a quel momento, in particolare l’assenza di item per la valutazione di ossessioni e rituali covert (e.g., impulsi inaccettabili e senza senso, pensieri ripetitivi, relativi a pericoli poco probabili, immagini ripugnanti ricorrenti) (Ghisi, Boz, & Sanavio, 2012). 

Ogni item è valutato su una scala Likert a 5 punti (da 0=“per nulla” a 4=“moltissimo”) e, oltre ad un punteggio totale, vengono valutate 4 sottoscale: controllo insufficiente su attività mentali, comportamenti di controllo, venire contaminati e impulsi e preoccupazioni di perdere il controllo del proprio comportamento motorio. Infine, viene calcolata la sottoscala risposte “Moltissimo”, ossia la somma degli item a cui il compilatore ha risposto dando 4 punti. Tutti i punteggi che superano il 95° percentile vengono considerati di rilevanza clinica. 

Obsessive-Compulsive Inventory

L'Obsessive-Compulsive Inventory (OCI; Sica et al., 2009). È un questionario self-report costituito da 42 item valutati su scala Likert a 5 punti (da 0=“per nulla” a 4=“moltissimo”). Oltre al punteggio totale, si ottengono dei punteggi a sei sottoscale: pulizia, controllo, dubbio, ossessioni, accumulo, neutralizzazione mentale.

Di questo strumento esiste una versione abbreviata, OCI-Revised (OCI-R; Marchetti et al., 2010), costituita da 18 item. Anche in questo caso si utilizza una scala Likert a 5 punti e si ottiene un punteggio totale e i punteggi alle seguenti sei sottoscale: washing, checking, ordering, obsessing, mental neutralizing e hoarding. Per quanto riguarda l’interpretazione dei risultati, un punteggio totale superiore al 95° percentile indica una situazione di particolare difficoltà e una presenza clinicamente significativa di ossessioni e/o compulsioni mentre un punteggio oltre il 94° percentile alle sottoscale indica una situazione di particolare difficolta e una presenza clinicamente significativa dello specifico aspetto misurato dalla scala.

Vancouver Obsessional Compulsive Inventory

Il Vancouver Obsessional Compulsive Inventory (VOCI; Chiorri, Melli, & Smurra, 2011) è una versione rivisitata del precedentemente citato MOCI (Hodgson & Rachman, 1977) ed è costituito da 55 item valutati su una scala Likert a 5 punti (da 0=“Per niente” a 4=“Moltissimo”). Rispetto al MOCI, gli item del VOCI valutano anche aspetti di natura cognitiva, oltre che comportamentale, sono formulati al positivo e si riferiscono a situazioni e comportamenti attuali, in modo da facilitarne la comprensione, la valutazione e l’interpretazione (Melli & Chiorri, 2012). Il questionario fornisce un punteggio totale e 6 sottoscale: checking, contamination, hoarding, indecisiveness, just right e obsession

Di questo strumento esiste una versione ridotta, denominata VOCI-Mental Contamination (VOCI-MC; Melli et al., 2014b), costituita da 20 item che forniscono un punteggio totale che, se superiore a 20, è considerato un indicatore di presenza di contaminazione mentale.

Dimensional Obsessive-Compulsive Scale

Dimensional Obsessive-Compulsive Scale (DOCS; Melli et al., 2015b). Questo strumento è costituito da 20 item, 5 per ogni principale dimensione sintomatica misurata: contaminazione, responsabilità per danno, pensieri inaccettabili e ordine/simmetria. Per ogni dimensione vengono valutati cinque parametri (tempo occupato dai sintomi, comportamento di evitamento, disagio, interferenza, difficoltà nell’ignorare le ossessioni e nell’astenersi dai rituali) su una scala Likert a 5 punti (da 0 a 4). Il DOCS non contiene item che valutano specifiche ossessioni o compulsioni, bensì descrizioni generali arricchite da esempi di ossessioni e compulsioni appartenenti ad uno specifico dominio.

I test dell'OCCWG

Oltre ai self-report che valutano ossessioni e compulsioni sia overt che covert, esiste una serie di strumenti, concepiti e pubblicati a partire dagli anni Novanta, che misura specificatamente le componenti covert del DOC. l’Obsessive Compulsive Cognitions Working Group (OCCWG) è uno dei gruppi di ricerca a cui va il merito di aver sviluppato e validato due tra gli strumenti più importanti in questo settore: 

Obsessive Beliefs Questionnaire

La prima versione dell'Obsessive Beliefs Questionnaire (OBQ-87; OCCWG, 1997; 2001) è costituita da 87 item che valutano la presenza di convinzioni ossessive tramite l’utilizzo di una scala Likert a 7 punti (da 1=“molto in disaccordo” a 7=“molto d’accordo”). Si ottiene un punteggio per ognuno dei sei domini cognitivi del DOC: intolleranza per l’incertezza, sovrastima del pericolo, controllo dei pensieri, importanza dei pensieri, responsabilità esagerata e perfezionismo.  

Di questo strumento esistono due versioni abbreviate: l’OBQ-46 (Dorz et al., 2009), costituita da cinque scale (perfezionismo, responsabilità per danno, controllo dei pensieri, responsabilità per omissione e importanza dei pensieri/TAF) e l’OBQ-20 (Melli et al., 2014a) che misura quattro dimensioni cognitive del DOC: sovrastima della minaccia, responsabilità per danno, importanza/controllo dei pensieri e perfezionismo/intolleranza dell’incertezza.

Interpretation of Intrusions Inventory

L'Interpretation of Intrusions Inventory (III; OCCWG, 1997; 2001) è uno strumento che misura le valutazioni che le persone fanno immediatamente dopo la comparsa dei pensieri intrusivi. Una prima parte del questionario istruisce il compilatore sulla differenza tra preoccupazioni e pensieri intrusivi, fornendo degli esempi. Al termine delle istruzioni, viene chiesto di identificare due pensieri intrusivi che il compilatore ha avuto in un arco di tempo che va dalle ultime 24 ore ad un anno, scriverli e, pensando a questi, di rispondere a delle domande che aiutino a descriverli in modo ancora più specifico. Infine, continuando a tenere a mente i due pensieri intrusivi scelti, al soggetto viene chiesto di rispondere a 31 item su una scala Likert a undici punti (da 0=“Non credevo per nulla a questa idea” a 100=“Ero completamente convinto di questa idea”). I punteggi ottenuti riguardano tre domini cognitivi: controllo redei pensieri, importanza dei pensieri e responsabilità.

Test per il DOC in bambini e adolescenti

Si tratta di un filone di ricerca più recente, di conseguenza ad oggi esiste un esiguo numero di strumenti specifici per valutare il disturbo ossessivo-compulsivo in bambini e adolescenti: 

Children’s Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale

La Children’s Yale-Brown Obsessive-Compulsive Scale (CY-BOCS; Neri & Cardona, 2012) è una scala quantitativa di eterovalutazione dei sintomi ossessivo-compulsivi in bambini e adolescenti con età compresa fra i 6 e i 17 anni, derivata e adattata dalla nota Y-BOCS (Goodman et al., 1989a; Goodman et al., 1989b). La struttura dell’intervista ricalca la divisione in sezioni della versione per adulti, con queste differenze: a) minor numero di item e maggior semplicità del linguaggio utilizzato; b) nella checklist dei sintomi, maggior rilievo all’indagine del pensiero magico e dei giochi magici/comportamenti superstiziosi nonché a sintomi specifici quali, ad esempio, i rituali dell’addormentamento; c) cutoff per la presenza clinica del disturbo ad un punteggio maggiore di 16; d) la CY-BOCS deve essere somministrata sia al bambino che ai genitori, insieme o separatamente, a giudizio del clinico stesso. I punteggi vengono assegnati sulla base delle risposte del bambino, delle risposte dei genitori e dell’osservazione clinica (Neri & Cardona, 2012).

Obsessive Compulsive Inventory-Child Version

L'Obsessive Compulsive Inventory-Child Version (OCI-CV; Pozza et al., 2017b) è un questionario che misura la presenza e la gravità di sintomi ossessivo-compulsivi in bambini e adolescenti dagli 8 ai 17 anni, derivato dalla versione per adulti (OCI-R; Marchetti et al., 2010). È costituito da 21 item su una scala Likert a 3 punti (“Mai”=0; “Qualche volta”=1; “Sempre”=2) ed è possibile valutare sia il punteggio totale che i punteggi alle 6 sottoscale: doubting/checking, obsessing, hoarding, washing, ordering e neutralizing (Pozza et al., 2017a).

Test per il DOC Da relazione

Negli ultimi anni, la ricerca ha iniziato ad esplorare il sottotipo specifico di DOC caratterizzato da preoccupazioni e dubbi ricorrenti sulla propria relazione e sulle caratteristiche del proprio partner, con relativi comportamenti compulsivi. Per il DOC da relazione esistono, quindi, dei questionari specifici e in Italia ne sono stati validati due:

Relationship Obsessive-Compulsive Inventory

Il Relationship Obsessive-Compulsive Inventory (ROCI; Melli et al., 2018) è un questionario self-report costituito da 14 item valutati su una scala Likert a 5 punti (da 0=“per niente” a 4=“moltissimo”) che misura la gravità delle ossessioni e dei comportamenti compulsivi attraverso un punteggio totale (cutoff=21,5) e su tre dimensioni relazionali: amore per il partner, adeguatezza della relazione e amore del partner.

Partner-Related Obsessive-Compulsive Symptoms Inventory

Il Partner-Related Obsessive-Compulsive Symptoms Inventory (PROCSI; Melli et al., 2018) è un questionario self-report costituito da 28 item valutati su una scala Likert a 5 punti (da 0=“per niente” a 4=“moltissimo”) che permette di misurare la gravità dei sintomi ossessivo-compulsivi rivolti alle caratteristiche del partner attraverso un punteggio totale (cutoff=17) e i punteggi alle sei sottoscale: moralità, abilità sociali, stabilità emotiva, competenza, aspetto fisico e intelligenza.

L'autovalutazione del DOC

Infine, esistono strumenti che permettono autonomamente al compilatore di valutare presenza e gravità di alcuni sintomi ossessivo-compulsivi. Ad esempio, sul web è possibile trovare pagine che permettono di fare un test sul DOC; principalmente si tratta di versioni online del MOCQ/R (Sanavio et al., 1986) o traduzioni italiane del MOCI (Hodgson & Rachman, 1977). 

Per quanto riguarda le risorse cartacee, il volume Vincere le Ossessioni. Capire e affrontare il disturbo ossessivo-compulsivo (Melli, 2011), contiene uno strumento di autovalutazione: la versione self-report della Y-BOCS (Baer, 1991). 

È bene precisare che le autovalutazioni telematiche o cartacee non hanno un intento diagnostico ma solo quello di orientare il compilatore sulla presenza/assenza di sintomi e sulla loro gravità, in modo da promuovere la consapevolezza circa la necessità di richiedere un consulto specialistico. 

Approfondimento: Psicoterapia

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